Ma Grillo si smarca: «Infantilismo politico»

(...), Settembre all’ex cinema Verdi, bensì al Teatro della Gioventù in via Cesarea, dove i posti a disposizione del pubblico saranno almeno il doppio. Oltre al direttore del «Giornale» Alessandro Sallusti, ai moltissimi lettori e cittadini genovesi, hanno aderito anche l’onorevole Daniela Santanchè e l’ex ministro al Turismo, Michela Vittoria Brambilla. E proprio ieri pomeriggio è arrivata in redazione una mail delle donne del Pdl (ex azzurro donna) per dire che sì, ci saranno anche loro. Con grandissimo entusiasmo. «Mobiliteremo tutte le nostre iscritte», promette Alba Viani, la loro anima storica.
La seconda notizia è che l’organizzazione di questo evento - al quale interverrà il caporedattore dell’edizione genovese del nostro quotidiano, Massimiliano Lussana - ma soprattutto il suo significato, hanno scatenato una polemica all’interno del Pdl, tra chi cioè si batte per andare a votare perché non considera l’attuale governo espressione della sovranità popolare, in quanto non è stato eletto in seguito ad una consultazione elettorale. E quanti invece sostengono che la squadra di Monti possa e debba arrivare alla scadenza naturale del mandato.
«Se per Luigi Grillo esprimersi a favore del voto popolare, come modestamente faccio insieme a Ferrara, Feltri, Sallusti e Santanchè - dice Gianni Plinio, responsabile per la sicurezza del Pdl in Liguria -, dimostra un inguaribile atteggiamento di infantilismo politico, plaudire acriticamente ad un governo di tecnocrati prodotto da un golpe in guanti bianchi come fa lui, è perlomeno sintomo di inguaribile opportunismo politico». Il pomo della discordia è una dichiarazione del senatore pidiellino in un’intervista al Corriere Mercantile, in cui Grillo attribuisce l’iniziativa di venerdì prossimo dei colleghi di partito ad un atteggiamento di «infantilismo politico».
«A giudicare dalle adesioni alla manifestazione sono tantissimi gli elettori e i militanti di base del Pdl che vogliono difendere la sovranità popolare che è alla base della democrazia e della libertà». Perché il punto, dice Plinio, è proprio questo e guai a pensare che l’evento di venerdì sia un’iniziativa di malpancisti, dissidenti o che altro. Tutto il contrario. «Noi siamo militanti disciplinati che accettano le decisioni dei vertici del Pdl - precisa Plinio -, ma anche uomini liberi che vogliono aprire un confronto con la base del partito. Il punto fondante è la difesa del principio costituzionale che la sovranità popolare appartiene al popolo». Ed è chiaro che loro avrebbero preferito andare alle urne, piuttosto che trovarsi guidati da «tecnocrati inseggiolati senza mandato. C’è chi dice che avremmo perso? Mah, ho i miei dubbi. Guardiamo alla Spagna e alla vittoria del centrodestra...».
L’adesione così spontanea all’evento dei militanti della base ed elettori e non di generali e colonnelli, secondo il responsabile della sicurezza del Pdl, corrisponde all’indignazione verso quei signori che siedono al governo senza designazione popolare. «Per molti non può passare il fatto che Berlusconi abbia fatto le valigie per compiacere alla Merkel, a Sarkozy e alla Bce - incalza lui - È paradossale che la crisi provocata dai grandi banchieri, abbia come medico curante proprio i banchieri stessi». Fatti questi che sono potuti accadere soltanto in un Paese come l’Italia. Lo dicono e lo ripetono: accettiamo le decisioni dell’ex premier. «Ma questa manifestazione corrisponde al pensiero di Berlusconi. È stato lui stesso nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera ad aver parlato di sospensione della sovranità popolare e della democrazia - fa notare Plinio invitando Grillo ad andarsi a rileggere l’articolo -. E che il Pdl darà ossigeno al governo Monti ma fissando precisi paletti politici e programmatici».
Quindi, alla riunione di venerdì la parola sarà data tutti coloro che vogliono intervenire, ovviamente con un tempo limite per ciascuno. «Ascolteremo la base, credo sarà una bella dimostrazione di gente disciplinata ma libera e che sul principio di sovranità popolare non fa sconti a nessuno».
Grande entusiasmo anche da parte di Matteo Rosso, capogruppo Pdl in Regione che ha subito aderito all’idea di Plinio. «Parteciperemo con gli “Amici del Giornale” per dare voce alla gente. Il governo tecnico può essere utile per qualche mese, ma questo non vuol dire arrivare fino al 2013. Va bene per fare le riforme che la sinistra non ci avrebbe mai permesso di fare. Poi torniamo al voto, altrimenti diventa un golpe di Stato».