La grinta del Genoa affonda una Fiorentina da Champions

Luca Russo

Il Genoa di Preziosi fa le scarpe alla Fiorentina di Della Valle e nessuno si stupisca: dà più continuità al suo gioco, vince uno a zero e passa il turno di Coppa Italia prenotando la terza partita in otto giorni in programma domenica. È senza dubbio un match tra grandi, ma è bene non fare confusione. Tra il Genoa e la Fiorentina c'è qualcosa di più di una categoria di differenza, almeno sulla carta perché se da una parte c'è una squadra allestita per fare bene in serie B dall'altra c'è un gruppo che ha conquistato la Champions e che è pronto a neutralizzare quanto prima la penalizzazione inflitta dalla giustizia sportiva. Nessuna confusione però se si guardano gli spalti e se si pensa al calendario con circa 17mila spettatori in un mercoledì di fine agosto. L'atmosfera è irreale nella Nord mancano i tamburi e megafoni e i cori sono affidati allo spunto di singoli gruppetti. Prima del match parlano gli striscioni. Nella Nord sopra il tradizionale «Forza vecchio cuore rossoblu» campeggia uno striscione che , senza una firma precisa, risponde al dibattito sulla diversità di vedute nel tifo rossoblu: «Noi ci siamo e facciamo il c….o che vogliamo». Nella sud invece si punta tutto sul coinvolgimento viola in calciopoli:«La vostra serie a dimostra lo schifo di questo calcio». In tribuna oltre al vice del ct Donadoni, l'indimenticato regista del Genoa di Bagnoli Mario Bortolazzi, ecco Giuseppe Sculli che proprio ieri ha finalmente firmato il contratto che lo legherà ai rossoblù nella prossima stagione. L'attaccante, 25 anni, arriva via Juve dopo una stagione altalenante a Messina ed è in cerca della definitiva consacrazione.
Assente annunciato e non rimpianto il patron della Fiorentina Diego Della Valle mentre è regolarmente al suo posto il padrone di casa Enrico Preziosi. Subito una novità. A difendere la porta rossoblu c'è il fedelissimo, Nicola Barasso, che proprio lunedì, in risposta ad alcune voci di mercato, ha dichiarato di non voler lasciare Genova. E proprio in apertura il 'peruzzino rossoblù' è costretto ad uscire di pugni su un cross dalla sinistra di un Mutu che sembra imprendibile. Poi al 12' si supera dopo un errore. C'è una punizione battuta proprio dal rumeno che passa sotto la barriera, Barasso respinge male, Liverani è in agguato, ma questa volta l'estremo difensore rossoblù allontana in maniera efficace strappando un'ovazione della Nord. Greco conferma il suo stato di forma già buono continue accelerazioni. Al 18' riesce anche a liberarsi fra tre viola per costringere Frey alla respinta. La squadra di Prandelli quando va in pressing e lo fa spesso, mostra tutto il suo bagaglio tecnico soprattutto sull'asse di sinistra. Al 27' Pazzini si gira in mezzo a due rossoblù e colpisce l'esterno della rete. Il gruppo di Gasperini non sta affatto a guardare, cerca continuamente il gioco palla a terra e non mostra timori reverenziali. Ma ancora dalla sinistra la Fiorentina fa sudare freddo con accelerazioni che mettono in condizione Pazzini di concludere verso la porta. Nel finale di primo tempo calano i viola salgono i rossoblù e la partita si innervosisce con due brutti interventi di Dainelli e Mutu che finiscono sul taccuino di Rizzoli nella lista degli ammoniti. E così poco prima della scadenza Greco riesce a girarsi per sfiorare il palo sinistro. Prima di scendere nel ventre del Ferraris c'è spazio anche per il primo cambio del match con Rivaldo sostituito da Longo. La mossa porta Rossi sulla linea degli attaccanti svincolando l'esterno dai compiti di copertura e Botta si sposta così sulla destra. Nel secondo tempo il Genoa parte forte e al 18' tutti gridano al gol quando Juric con un tocco delizioso lancia sul fondo Criscito. Il giovane, cresciuto sotto la Lanterna e arrivato in comproprietà dalla Juve, serve al centro un pallone che è solo da appoggiare in rete, ma sia Rossi che Greco sono in ritardo e così non se ne fa nulla. Tutt'altra musica invece al 31' quando arriva il gol. C'è un crossa dalla destra di Milanetto, Greco salta sopra Dainelli e Kroldrup le mani di Frey si incrociano e il pallone si insacca. Barasso azzittisce Mutu respingendo una punizione disegnata sul palo della barriera e così Davide sconfigge Golia. Anche nel calcio succede.