Grokker, motore visivo

Forse non ve ne siete ancora accorti, ma quando usate un motore di ricerca state facendo un’operazione di «infoestetica». Nell’inserire la parola chiave per trovare le risposte corrispondenti sul web state infatti dando una forma ai dati che fluttuano confusi nel cyberspazio e si strutturano in funzione della vostra richiesta. Così la pensa Lev Manovich, autore di «Il linguaggio dei nuovi media» (Olivares 2002), che sta lavorando a un nuovo libro dedicato proprio all’infoestetica, cioè al rapporto sempre più stretto, ma allo stesso tempo sfuggente, tra i dati e la forma. L’unica salvezza è proprio concentrarsi sul modo in cui accediamo a questi dati, governato prevalentemente dai motori di ricerca, che stanno sperimentando mezzi diversi per rendere più intuitiva la gerarchia delle informazioni. Un esempio è grokker (www.grokker.com) un motore che organizza i risultati secondo una mappa visiva. Lev Manovich (www.manovich.net), che è stato di recente in Italia per un ciclo di conferenze, non ama definirsi un guru della rete, non decanta le nuove possibilità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione in modo acriticamente entusiasta, ma studia in profondità, nei dettagli, il linguaggio dei nuovi media, con metodo rigoroso.