Gronchi «apre» al salvataggio di Ricucci

«Valida l’opzione di vendita della quota in Kamps. Barilla non ha sollevato la questione»

da Milano

Divo Gronchi apre uno spiraglio al salvataggio di Magiste. Gli advisor del gruppo di Stefano Ricucci, ha detto ieri in una conference call riservata agli analisti, hanno presentato una nuova bozza del piano per il concordato preventivo: «I numeri sembrano più realistici e sostenibili dei precedenti». Non è detta però l’ultima parola: si tratta, ha precisato l’amministratore delegato di Bpi, di un giudizio basato su un primo sommario esame, i tecnici sono al lavoro e dovranno essere loro a dare un giudizio definitivo. La decisione finale di Banca Popolare Italiana, aderire o meno alle proposte per salvare Magiste dal fallimento, sarà comunicata entro la fine della settimana.
I conti della società di Ricucci, non dovrebbero però nascondere sorprese positive o negative rispetto a quelle già emerse. «Non ci aspettiamo che emergano grosse risorse» dalla Magiste a livello di gruppo, «casomai a livello personale», ha puntualizzato Gronchi. Alla banca lodigiana sarebbe chiesta una rinuncia di circa 120 milioni sul totale dei crediti vantati nei confronti dell’immobiliarista romano. Ma anche questa cifra potrebbe essere considerata provvisoria: il via libera dei tecnici di Bpi riguarderebbe in prima battuta l’attendibilità del percorso e dei numeri presentati. Solo in una fase ulteriore Gronchi darebbe il via libera alla discussione sul sacrificio chiesto alla Popolare. In tutti i casi, sia quello di concordato sia quello di fallimento, per Bpi i tempi non sembrano brevissimi. La soluzione arriverà dopo l’aumento di capitale di Bpi in calendario per la metà del mese di giugno. Ieri, comunque, sia il titolo della banca lodigiana sia quello di Rcs (l’ex Lodi ha il 14,7% in pegno sui crediti di Ricucci), hanno perso più del 5%: il 5,25% la banca (in una giornata peraltro negativa per tutti i titoli del settore), il 5,17% la società editoriale.
Quanto all’aumento di capitale da 720 milioni, la cifra viene considerata dai vertici Bpi sufficiente per sostenere la crescita della banca. Gronchi ha addirittura parlato di «cedole più generose» in futuro nel caso i mezzi freschi risultino in eccesso rispetto alle necessità. Il valore di emissione dell’aumento, 6,80 euro, rappresenta uno sconto di circa il 15% rispetto ai valori di Borsa nelle giornate precedenti l’offerta. «Gli azionisti non retail già interpellati hanno detto che ci seguiranno». L’aumento modificherà il target previsto per il ritorno sul capitale, portandolo dal 13 all’11%.
Gronchi ha poi fatto il punto sull’attuazione delle misure in cantiere per la definitiva uscita dall’«era Fiorani». I risultati seguono la tabella di marcia prevista, ha detto, mentre il processo di dismissioni è in corso e l’addio al listino delle due controllate Reti bancarie Holding e Bipielle Investimenti «porterà sinergie sul fronte della razionalizzazione della rete più che sui costi». Per Bipielle.net (la rete di promotori) le offerte ricevute sono quattro, di cui tre di «buon tenore», tali cioè da garantire plusvalenze «di un certo livello».
Sul tavolo poi Gronchi ha messo una delle questioni più delicate relative alle partecipate, quella dell’opzione di vendita a Barilla della quota in Kamps, l’azienda tedesca di prodotti da forno acquistata insieme da Gianpiero Fiorani e dal gruppo alimentare. «La nostra impostazione sulla questione è stata esaminata da sindaci e revisori e considerata corretta: l’opzione put è valida». Per questo l’istituto non ha effettuato accantonamenti.
Qualche perplessità in più potrebbe averla Barilla (anche se la società non si è mai ufficialmente pronunciata) visto che sull’acquisizione, curata dal gruppo dell’ex Bpl, le inchieste hanno scoperto una massiccia azione di insider trading che ha finito per alzare il prezzo finale dell’acquisto. «L’insider trading è stato fatto da persone precise e non dalla banca. È un capitolo che non è stato esaminato neppure da Barilla, né ho motivi di ritenere che venga sollevato» ha ribattuto Gronchi.