Gronchi chiude con Lodi e torna a Vicenza

«Innocenzi? Nessuna tensione tra azionisti La gara con Mps sarà sul lungo periodo»

da Lodi

Presidente Gronchi, allora è arrivato il momento: lascia Lodi per tornare alla Popolare di Vicenza.
«Sì, è questione di ore».
Perché questa decisione?
«Perché io, anche caratterialmente, sono un operativo. Non riesco a stare fermo. E il ruolo attuale che ricopro, quello di presidente del consiglio di gestione, non è, per definizione, da operativo». Così il top manager del Banco Popolare, Divo Gronchi, accetta di commentare in questa intervista al Giornale il ritorno nell’istituto presieduto da Gianni Zonin dopo due anni vissuti intensamente a Lodi, a gestire il dopo-Fiorani. «Prima, qui al Banco, c’era un progetto da portare a termine, ma ora l’aggregazione su Verona è cosa fatta. L’integrazione tra le due strutture sta andando avanti. Io ritengo, insomma, di aver terminato il mio lavoro. Per me questo nuovo passo significa riprendere un percorso che ho interrotto quando sono arrivato a Lodi. Inevitabile».
Per quanto riguarda l’impegno a Lodi, c’è qualcosa che avrebbe voluto portare a termine e che, invece, non è andato in porto?
«Questa è una domanda difficile. Diciamo che, dal mio punto di vista, tutto si può rimettere in discussione. Il mio impegno, però, è sempre stato improntato a uno spirito costruttivo di azienda. Certamente ritengo un obiettivo centrato quello di essere riusciti a mantenere l’integrità della Banca Popolare Italiana: non ne è stato venduto nessun pezzo. E a chi dice che la vendita di terreni di pertinenza della Popolare, decisa in questi giorni, significherebbe bisogno di liquidità dico che è fuori strada. Già con la mia gestione diretta si decise questo passo, infatti. La banca vive di patrimonio e i terreni non sono core business».
È vero che i soci veneti hanno mal di pancia verso l’ad del Banco, Fabio Innocenzi, per la vicenda Italease?
«No, no, assolutamente no».
Eppure ci sarebbe malcontento, Lodi sarebbe stata strapagata...
«No. Anche perché devo dire che il prezzo è stato corretto, a mio parere, per una banca di tali dimensioni: almeno in una logica dove l’estrazione di valore richiede tempo. Quindi, anche a questa domanda la mia risposta è "no". È solo da un mese che c’è la piena operatività quindi bisogna dare tempo al tempo. E poi si potranno vedere i migliori risultati».
Come sta procedendo l’integrazione con Verona?
«Nei tempi previsti. Lucca, per esempio, rientrerà nel sistema informativo unificato a gennaio. Poi rimangono solo le banche minori».
Come si pone il Banco ora che Monte Paschi lo ha sorpassato grazie all’acquisizione di Antonveneta?
«I risultati finali delle partite si vedono sui tempi lunghi».
Cosa pensa della vicenda di Giampiero Fiorani: vi siete mossi al massimo delle vostre possibilità?
«Per il bene della banca, per quanto riguarda Fiorani, allo stato della documentazione di cui siamo entrati in possesso e delle nostre possibilità ritengo siano stati fatti tutti i passi che si dovevano fare».
Ora che è in partenza, prova nostalgia?
«Ho sempre nostalgia dei periodi trascorsi».