Gronda, Burlando ci ripensa e forse firma

(...) pronunciate ieri nel corso di un collegamento telefonico da Roma con Cassano Magnago dove si stava svolgendo la cerimonia di apertura dei cantieri della Pedemontana. E subito Berlusconi aggiunge: «Siamo tutti felici in quanto, dopo il governo della sinistra che aveva messo da parte il lavoro delle infrastrutture, tutto ha cominciato a ripartire». Gli fa eco Matteoli, titolare del dicastero delle Infrastrutture, secondo cui «lunedì partiranno i lavori per il Terzo valico sulla Milano-Genova». Espressioni che suonano ben più chiare e forti di una semplice conferma, dopo quelle pronunciate dallo stesso ministro in contemporanea all’«uscita» del governatore della Liguria Claudio Burlando. Aveva detto, più o meno, Burlando: «Non firmo il protocollo d’intesa su Terzo valico e Gronda, se non viene inserito nel documento anche il tunnel Rapallo-Fontanabuona». Della serie: cosa non si farebbe per conquistare una manciata di voti nell’entroterra! Ma se il presidente della Regione pensava che la presa di posizione avrebbe mandato all’aria, in un colpo solo, il protocollo d’intesa e le due infrastrutture, ebbene, sembra proprio che abbia toppato: Berlusconi lancia, Matteoli rilancia, Scajola - che è fra quelli che più si sono battuti, non solo da quando è titolare dello Sviluppo economico, per le Grandi Opere - non fa una piega e garantisce il finanziamento. Infine, i partiti del centrodestra locale e nazionale fanno quadrato per procedere sulla strada delle infrastrutture. Persino (ma verrebbe quasi da dire: ovviamente) il sindaco Marta Vincenzi si mette di traverso al collega di partito e assicura sia la propria presenza alla cerimonia di domani, sia la firma del Comune di Genova sul documento, sia l’importanza dell’avvio delle opere, senza tanti assurdi «distinguo». Non è come dire a Burlando «chissenefrega», ma la sostanza è che la levata di scudi del governatore è destinata a lasciare il tempo che trova. Tanto che il governatore, dall’alto della torre d’avorio di piazza De Ferrari, ci riflette. E spiega, aprendo uno spiraglio: «Lunedì alle 8 gli incaricati di Società Autostrade verranno a fare il primo sopralluogo legato al progetto del tunnel in Val Fontanabuona. È un fatto positivo che ritengo frutto della nostra iniziativa e della lettera che il ministro Matteoli ha indirizzato a Anas e Aspi. Io resto a disposizione - aggiunge, bontà sua, Burlando - per tutta la giornata di domenica: è possibile raggiungere un’intesa».
Intanto, si moltiplicano le reazioni al «diktat» burlandiano. «Il tunnel della Fontanabuona ha un costo esagerato. L’Anas non ha i soldi. Il no di Burlando è una follia elettorale - scandisce il senatore del Pdl Giorgio Bornacin, componente della commissione Lavori Pubblici e Trasporti del Senato -. Ora la priorità è la Gronda. Il presidente della Regione si assumerà le sue responsabilità, la sua è una presa di posizione elettorale. Le infrastrutture sono cose serie - conclude Bornacin -. Io vorrei che Burlando raccontasse il suo no alla firma a chi abita ad Arenzano o Cogoleto e alla mattina alle ore 7 viene verso Genova immerso nelle code d’auto». Si pronuncia anche l’onorevole Roberto Cassinelli (Pdl), a giudizio del quale «la gronda si deve fare, non ci sono alternative. Se Burlando non vuole essere ricordato come l'uomo che ha definitivamente emarginato la città dai traffici nazionali e internazionali è bene che cambi idea. La Gronda è un'esigenza riscontrata da decenni e non è pensabile che, proprio quando l'impegno del Governo e del ministro Scajola in primis consentirebbero di iniziare i lavori, la Regione ponga un veto ideologico e smantelli tutto il lavoro fatto sin d'ora». Anche la Lega fa sentire la propria voce: «È fondamentale che la Regione firmi il protocollo d'intesa - sottolinea fra l’altro Edoardo Rixi, segretario provinciale del Carroccio -. Ci sono in ballo 3 miliardi e mezzo di euro e la possibilità di sbloccare il nodo genovese che sta strozzando l'economia dell'intera regione. Per la Lega anche il collegamento con la Fontanabuona è importantissimo, ma intanto, diamo il via al nodo genovese». E mentre il consigliere comunale del Pdl Giuseppe Costa promette di portare la questione nella Sala rossa di Tursi, la capogruppo dello stesso Pdl, Raffaella Della Bianca, ricorda «il via libera, a larga maggioranza, del consiglio comunale di Genova al protocollo d’intesa sulla Gronda e il senso di responsabilità del centrodestra per il rilievo nazionale dell’infrastruttura». Infine, in controtendenza, il Mil-Movimento indipendentista ligure si compiace dello stop di Burlando, e i Comitati del Ponente annunciano per domattina una manifestazione ai giardini di via Degola contro la firma del protocollo d’intesa.