La Gronda di ponente costa 570 milioni all’anno. Se non si fa

La Gronda autostradale di Genova, qualunque sia la scelta del progetto definitivo (che è di competenza delle istituzioni), va fatta: lo sostiene la «lobby» trasparente del mondo economico locale, espressione delle realtà produttive che si confrontano tutti i giorni con la mancanza delle infrastrutture e ne restano fortemente penalizzate.
In questo quadro, non realizzare la Gronda costerebbe alla città 570 milioni di euro all’anno (900 euro a cittadino!): è la monetizzazione delle 900 ore di code che nell’arco di 365 giorni bloccano il tratto di autostrada fra Sampierdarena e Bolzaneto.
Partendo da questi dati, la Camera di Commercio ha dato vita a «Gronda di Genova», un gruppo che rappresenta tutte le forze economiche della città. Come ha spiegato ieri il presidente Paolo Odone, il gruppo vuole sostenere la necessità dell’infrastruttura attraverso una campagna di informazione sui media locali, l’analisi di settore e un attento monitoraggio di tempi e modalità di costruzione. L’iniziativa, oltre alla Camera di Commercio che ne è soggetto istituzionale catalizzatore, è condivisa e sostenuta da Confindustria, armatori, commercianti, agricoltori, cooperative, nonché da Barabino & Partners che ha curato anche la consulenza di comunicazione. Alla presentazione hanno preso parte, fra gli altri, Giuseppe Lamanna, Giovanni Calvini, Felice Negri - «una iniziativa coraggiosa, indispensabile in questa contingenza economica» -, Filippo Delle Piane, Marco Bisagno e Maurizio Sanzioni.
«Sarà una lobby fortemente coesa - dichiara Odone - volta a supportare, senza alcuna logica partitica o politica, la realizzazione di un’opera necessaria per uscire dall’isolamento e tornare a crescere». Da qui, l’esigenza di approfondire la realtà del traffico e del trasporto con lo studio di cui è stato incaricato l’Istituto internazionale delle comunicazioni, e che è stato presentato da Alberto Cappato, sulla base di dati forniti dalla società Autostrade relative all’anno 2007.
I risultati dell’indagine - le citate 900 di ore di blocchi stradali all’anno, nella sola tratta Genova Ovest-Bolzaneto - rivelano costi enormi del «non fare» per le aziende e la collettività. Ecco perché diventa indispensabile, a giudizio di Odone, l’iniziativa «Gronda di Genova» che prevede anche approfondimenti tematici dedicati ai principali comparti produttivi locali. «Esprimiamo la massima solidarietà alle persone che dovranno subire dei disagi per la realizzazione di questa infrastruttura - conclude Odone -. E per questo chiediamo ad Autostrade di stimare adeguatamente i valori degli immobili ribadendo però la necessità che alle esigenze dei singoli siano anteposte le esigenze della collettività».
Gli fa eco il presidente di «Alce», Paolo Cuneo: «La città deve trovare la propria ricchezza non nel numero degli abitanti, ma nella qualità dei suoi insediamenti già esistenti e nell’attrattività verso nuove imprese d’eccellenza. Il superamento del cono d’ombra passa attraverso un efficiente e moderno sistema di mobilità per persone e merci».