La Gronda prende la «strada» della Corte Europea

È giunto a una svolta in contenzioso fra Comune e comitati dei quartieri di Milano Nord per la costruzione della Strada Interquartiere Nord, la cosiddetta «Gronda»: recentemente infatti, la richiesta dei comitati di una perizia ambientale sul progetto è approdata alla Corte di Giustizia europea, su decisione del Consiglio di Stato. Secondo i comitati di zona questo rappresenta un grande passo avanti: «Il Comune ha sempre rifiutato di fare una perizia ambientale - spiega Fausto Moretti, portavoce dei comitati -, sostenendo che è obbligatoria per i grandi progetti, mentre la “Gronda” si compone di tanti sottoprogetti slegati fra loro. Ora sarà la Corte di Giustizia ad esprimersi».
La vicenda si trascina dal ’99, quando il Comune riprese il progetto di una strada a quattro corsie che collegasse Cascina Gobba a Cascina Merlata (nelle vicinanze della tangenziale ovest). I comitati di quartiere delle zone interessate (la 8, 9, 2 e 3) insorsero, sollevando il problema dell’impatto ambientale: la strada passerebbe proprio attraverso il centro abitato deviando, secondo i comitati, il traffico della tangenziale est verso la città. «Il Comune mostra incoerenza - spiega il consigliere comunale dei Verdi Enrico Fedrighini -: mentre si impegna per ridurre l’inquinamento, incentiva il trasporto privato. Non c’è bisogno di strade nuove, ma di potenziare i mezzi pubblici e la rete ferroviaria».
Ma il Comune nega che si tratti di una «sostitutiva» della tangenziale: sarebbe invece una strada urbana pensata per fluidificare il traffico. Una volta completata sarà lunga 11 Km: finora, l’unico tratto già in costruzione è fra Graziano Imperatore e via Enrico Fermi (Ospedale Niguarda). È invece in assegnazione l’appalto del tratto via Eritrea - via Nuova Bovisasca. Intanto, la Commissione europea, nel luglio scorso, ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia. Ora i comitati, sostenuti da consiglieri dei Verdi e di Rifondazione, chiedono che i lavori in corso vengano sospesi, in attesa del giudizio definitivo della Corte sulla vicenda.