Gronda, da Rifondazione arriva l’opzione zero

No alla Gronda autostradale di Ponente, opera «inutile, costosa, devastante». È la posizione ufficiale annunciata stamattina dalla federazione genovese del Partito di Rifondazione Comunista, che ha anche spiegato di non avere in programma iniziative «clamorose» nei consigli comunale, provinciale e regionale, ma che «quando arriverà il momento di esprimersi con un voto, farà sentire la propria voce». In alternativa al progetto al centro del dibattito pubblico organizzato dal Comune di Genova, Rifondazione propone il potenziamento della rete ferroviaria, della metropolitana a cielo aperto, delle strade a mare e del nodo di San Benigno. «Il dibattito pubblico sta dando i primi risultati positivi - ha spiegato Antonio Bruno, capogruppo di Rifondazione al Comune di Genova - Senza, non si sarebbero infatti conosciuti i dati sulle abitazioni che verranno abbattute e quelli sui flussi di traffico che interessano il nodo di Genova». Dati che, secondo Bruno, evidenziano come «nel 2007, meno del 20 per cento del traffico avrebbe utilizzato la Gronda bassa, perché il traffico civile è diretto a Genova, e quello portuale ha una direttrice Nord-Sud», a differenza della Gronda, che «si sviluppa nell’asse Est-Ovest».
«Il futuro non è il trasporto su gomma, ma quello su rotaia - ha aggiunto Sergio Triglia, responsabile degli enti locali della segreteria provinciale di Rifondazione - La proposta del comitato del Ponente è il potenziamento della bretella tra Voltri e Borzoli, opera che porterebbe subito benefici e che si potrebbe realizzare con pochi finanziamenti». «Chiediamo di sapere se il bilancio ambientale di un’opera come questa sarà positivo o negativo - ha detto Gian Piero Pastorino, del gruppo di Rifondazione Comunista Sinistra Europea in Provincia - Per noi il giudizio è estremamente negativo. Sul Ponente e sulla Valpolcevera gravano già diverse servitù, prima di aggiungerne altre bisogna toglierne qualcuna delle esistenti».