Grosseto, il giallo nella villa Anziana uccisa a coltellate

Si sospetta una rapina finita male, ma nella casa non manca nulla e il portone non è stato forzato

da Firenze

Riversa a terra sull’uscio di casa con la testa fracassata, varie coltellate sul corpo, in un lago di sangue. Così è stata trovata uccisa intorno alle 22,30 di venerdì, nella sua villa in località Foresta nel comune di Arcidosso (Grosseto), sul versante grossetano del Monte Amiata, Silvana Abate, 72 anni, vedova, molto conosciuta in paese. Un giallo che ha sconvolto il paese, un borgo immerso nel verde e solitamente nella tranquillità. Dopo la morte del marito, due anni fa, l’anziana viveva sola nell’abitazione, in una zona isolata a circa quattro chilometri da Arcidosso, un paese di appena 4.300 abitanti. A dare l’allarme sono stati i figli della donna che non ricevevano sue notizie dalla mattina di venerdì avendo più volte provato a contattarla telefonicamente. Da una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti sembra che l’omicidio risalga al tardo pomeriggio di giovedì, quando appena rientrata dal centro del paese dove era andata a fare la spesa la donna si sarebbe trovata di fronte ai suoi carnefici, forse due persone, con i quali ha avuto anche una breve colluttazione. Poi è stata colpita a morte con una coltellata alla gola. Tracce di sangue sono state trovate fuori dalla porta d’ingresso della villa dove poi, nell’atrio, è stato rinvenuto il cadavere. La porta è stata trovata socchiusa e non risultano esserci segni di effrazione. Inoltre nulla è stato portato via dalla villa che è stata trovata perfettamente in ordine.
Gli inquirenti non escludono alcuna pista, compresa quella della rapina finita nel sangue. La villa ospita anche un caveau, un tempo utilizzato per custodire le pellicce, che però attualmente serviva da armadio e che è stato trovato chiuso. Silvana Abate, infatti, ex imprenditrice, negli anni Ottanta gestiva un allevamento di visoni e una boutique di pellicceria nel centro del paese. Madre di quattro figli, due dei quali ingegneri che lavorano in Germania, una figlia a Montalcino (Siena) e un figlio a Firenze. Il marito, Enrico Francescatti, era stato ingegnere e aveva anche ricoperto l’incarico di direttore del locale consorzio forestale dell’Amiata. «Da pochi giorni era tornata da una vacanza a Castiglione della Pescaia - racconta un’amica - ed era serena. Doveva andare a trovare una delle figlie e i nipotini che vivono a Montalcino».
Sembra che ultimamente la donna avesse deciso di vendere la villa probabilmente perché voleva trovare una casa vicino a una delle figlie. Da quando era rimasta sola, la donna aveva avviato un’attività di bed & breakfast e sporadicamente affittava ai turisti alcune camere dell'abitazione. Ma venerdì sera, quando è stato scoperto il cadavere, non c’erano clienti. «Il paese è sgomento e incredulo, un fatto del genere qui non era mai accaduto – commenta Emilio Landi, sindaco di Arcidosso -. Era una persona gentile, d’aspetto e nei modi. Dopo la scomparsa del marito faceva una vita un po’ più ritirata. La famiglia si era trasferita ad Arcidosso, tanti anni fa, dal Nord Italia. Col marito era stata impegnata per l’Avis». Nella villa ieri sono arrivati anche i carabinieri del Ris di Parma per effettuare i rilievi. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Arcidosso e i colleghi del nucleo investigativo del reparto operativo di Grosseto, coordinati dal pm della Procura di Grosseto, Alessandro Leopizzi. La salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale di Grosseto per l'autopsia.