Grosso guaio a Chinatown per Hillary costretta a restituire i fondi sospetti

Settemila dollari sono niente per Hillary Clinton. È lo 0,01 per cento di quello che ha incassato finora: allora questi spiccioli li ha restituiti, prima che creassero più guai che benefici. Sono i soldi strani che il Los Angeles Times ha scovato nelle casse della principale candidata democratica alle presidenziali 2008.
Strani perché arrivavano da misteriosi donatori di Chinatown, il quartiere cinese di Manhattan, in cui lo scorso aprile lo staff della Clinton aveva raccolto 380mila dollari per la campagna elettorale. Il quotidiano ha cercato tutti i finanziatori e ha scoperto che molti non erano più rintracciabili, o non erano iscritti alle liste elettorali, o avevano lavori umili e probabilmente insufficienti a consentire la donazione. Hillary non ha fatto in tempo ad anticipare l’inchiesta del Los Angeles Times, ma ha deciso di far restituire i settemila dollari sospetti, almeno quelli di cui si scoprirà l’origine. Gli altri probabilmente finiranno in beneficenza, dove la Clinton aveva già versato 23mila dollari offerti per la sua campagna elettorale da Norman Hsu. Il miliardario di Hong Kong vicino al partito democratico era accusato di una frode finanziaria per la quale è stato arrestato qualche settimana fa. In quell’occasione è stato il Wall Street Journal a mettere in crisi la Clinton: «Basa la sua campagna elettorale sull’integrità morale e sulla trasparenza dei finanziamenti, però non tutti i suoi soldi sono così trasparenti». Punzecchiata, la candidata ha deciso di rinunciare ai dollari di Hsu che dal 2004 ha finanziato il partito democratico con assegni per almeno 260mila dollari.
La storia di Chinatown e di Hsu ha fatto sorridere i nemici di Hillary. Le malelingue si sono ricordate del 1996, quando la campagna elettorale per la rielezione di Bill Clinton e Al Gore fu messa sotto accusa per donazioni sospette ricevute da finanziatori asiatici. Hillary, però, non ha nessuna intenzione di farsi rovinare la festa. Oggi l’ex first lady compie sessant’anni e stasera sarà la star di un mastodontico party organizzato per lei dall’amico e finanziatore Rob Reiner, il regista di Harry ti presento Sally. Reiner è considerato fondamentale per qualunque candidato democratico: a Hollywood è capace di raccogliere consensi e dollari come pochi. Quest’anno i vip sembrano tutti stregati da Obama, però l’appoggio del regista potrebbe dare lo slancio finale alla Clinton: tra le star del cinema ha raccolto fino a oggi 531mila dollari, contro i 580mila del senatore afroamericano dell’Illinois. Secondo lo staff della candidata, la festa per il sessantesimo compleanno può assottigliare il distacco e aiutare la senatrice nell’ultimo sforzo in vista delle primarie che cominciano il prossimo gennaio.
Al di là dei piccoli guai dei finanziamenti asiatici, Hillary non sembra molto preoccupata. Negli ultimi tre mesi la raccolta dei fondi è stata perfetta: per la prima volta ha superato Obama e così il suo monte complessivo di finanziamenti ora è più vicino a quello della stella nera. L’ex first lady si sente tranquilla sulle primarie democratiche: il vantaggio medio in tutti i sondaggi è intorno ai venti punti. E sorride anche quando pensa alle presidenziali. I maggiori finanziatori conservatori che sono stati i più generosi tra i finanziatori di George Bush, stavolta snobbano i candidati repubblicani: più di un terzo non ha ancora tirato fuori un centesimo e una ventina di loro ha addirittura scelto di finanziare i democratici. Hillary compresa.