Grosso, troppo sensibile ai fischi

A Palermo l’hanno per vizio. Toni tornò da queste parti e trentamila fischietti cominciavano a fischiarlo appena toccava palla. Lo consideravano un traditore. Fabio Grosso se l’è passata meglio. Spiegazione: se n’è andato senza tradire, quindi nessuno ha comprato fischietti. È bastato il «fai da te». Ad ogni pallone toccato una bella grandine di fischi. E quello sempre più piccolo. E sempre più fermo. E sempre più nascosto. E sempre meno campione del mondo e sempre più anima persa. Il ritorno a Palermo sarà stata pure una rimpatriata, ma alla faccia degli amici miei. Eppure Grosso ha fatto di tutto per non farsi riconoscere. Oppure da queste parti lo conoscono bene e sanno che, con una bella sinfonia di fischi, il nostro si lascia assordare calcisticamente. Vero, anche Ibrahimovic, sarà per il caratteraccio, s’è preso la sua razione. Ma quello ha risposto con rabbia e con il gol. C’è stoffa e stoffa: di campione.