Ground Zero, dal Comune il via libera alla moschea ma è polemica a New York

Con nove voti a favore e nessun
voto contrario, non è stato conferito lo statuto di monumento alla palazzina
che una organizzazione islamica intende trasformare n moschea a pochi passi da Ground Zero<br />

New York - Dopo settimane di polemiche infuocate, si fa più vicina la costruzione di una moschea e di un centro culturale islamico a pochi metri da Ground Zero. La New York’s Landmarks Preservation Commission, la commissione che decide quali luoghi definire storici nella città, ha votato all’unanimità contro la richiesta di riconoscere lo status di luogo storico all’edificio al 45 Park Place.

La moschea a Ground Zero Arriva un nuovo via libera alla costruzione della mega moschea a pochi passi da Ground Zero. Segnando un punto a favore all’interno di un mare di polemiche la Commissione della New York City Preservation ha negato lo statuto di monumento alla vecchia palazzina che un’organizzazione islamica vorrebbe trasformare in moschea, dando di fatto un ok alla realizazione del nuovo centro. L’ambizioso progetto, che includerebbe anche un centro di culto islamico comprensivo di una sala di preghiera una piscina, una palestra, una libreria, una caffetteria e un auditorio dalla capacità di 500 posti, ha scatenato un dibattito all’interno della Grande Mela dove molti non ritengono opportuna la realizzazione di un centro di culto islamico a pochi passi dal posto simbolo della tragedia dell’11 settembre.

L'opposizione al progetto A prendere posizione contro il progetto nei giorni scorsi era stata anche la Anti-Defamation League, principale organizzazione ebraica per la lotta all’antisemitismo e al razzismo. L’ex governatrice dell’Alaska, Sarah Palin, aveva anche definito il progetto un "inutile provocazione". La moschea verrebbe ospitata appunto in un vecchio edificio della metà del’Ottocento chiusso dopo i danni subiti l’11 settembre. Ad appoggiare il progetto è da sempre stato il sindaco di New York, Michel Bloomberg, che ha più volte ribadito l’importanza della "tolleranza e apertura religiosa" di New York.