Groupama avvia la «Missione Italia» partendo da Intesa

Parigi: vogliamo essere partner assicurativo della superbanca. I legami con la partita Generali

da Milano

Incrociate le lame con l’Antitrust per avere Nuova Tirrena dalle Generali, il gruppo francese Groupama ha tutta l’intenzione di rafforzare la propria presenza nel mercato assicurativo italiano. Il prossimo territorio da espugnare potrebbe essere quello di Intesa Sanpaolo, ha lasciato intendere ieri il direttore generale Jean Azema, annunciando che il colosso assicurativo, già grande socio di Mediobanca e legato a filo più che doppio con il finanziere Vincent Bollorè, punta a partecipare all’attesa battaglia che deciderà il terzo partner assicurativo di Ca’ de Sass. Come noto, in palio ci sono alcuni rami assicurativi di Eurizon Vita, legati ai circa mille sportelli della superbanca che l’ad Corrado Passera ha concentrato nella newco Polo Sud Vita per rispettare i paletti posti dall’Antitrust alla nascita di Intesa Sanpaolo.
A dire il vero i soggetti che stanno guardando il dossier sarebbero decine e nel quartier generale di Intesa i preparativi per la cessione appaiono ancora in una fase embrionale. Complice il fatto che sebbene il termine prefissato per il riassetto assicurativo sia fine maggio, Intesa ha più volte ventilato la possibilità di chiedere uno slittamento. Al momento non risultano novità su questo fronte così come non ci sarebbero stati contatti tra Parigi e l’Antitrust che per policy ragiona solo sui documenti. Le parole di Azema (Groupama «cercherà di essere tra i candidati e, se possibile, il partner» di Intesa) appaiono tuttavia un altro guanto di sfida nei confronti di Antonio Catricalà. A cui Parigi ha ieri fatto sapere anche di avere le armi per mettere al sicuro l’acquisto di Nuova Tirrena dalla battaglia legale avviata dall’Authority. Quanto a Intesa, va detto infatti che un’eventuale avanzata di Parigi appare difficile da conciliare con il fatto che l’Antitrust ha imposto alla superbanca di aprire la propria rete a un soggetto slegato dalla galassia Mediobanca-Generali. L’esatto contrario di Groupama che, invece, considerando le quote dentro e fuori dal patto di sindacato, custodisce il 5% di Piazzetta Cuccia e si è detta soddisfatta della propria partecipazione. Mediobanca è infatti a sua volta la prima azionista della compagnia triestina (14%) dove, secondo l’Antitrust, esercita una profonda influenza. Groupama non ha nascosto neppure di seguire «con attenzione» gli sviluppi della connazionale Cnp, che opera nella bancassurance italiana con la ex Capitalia. Anche in questo caso il salotto è quello di Mediobanca, di cui Unicredit è rimasto grande socio dopo aver assorbito la banca romana. Abbastanza per autorizzare a leggere il libro dei desideri di Groupama (che significa Bollorè e il gruppo dei francesi che sostengono anche il contestato presidente delle Generali, Antoine Bernheim), come un tentativo di prenotare un ruolo nell’atteso riassetto Mediobanca-Generali.