Il gruppo dell’Ingegnere pronto al balzo in Borsa

Le previsioni alla riapertura dei mercati. Attesa anche una sostanziale tenuta dei titoli Mediaset, Mondadori e Mediolanum

Questa mattina, prima della riapertura di Piazza Affari, gli analisti avranno terminato di fare i conti in tasca a Silvio Berlusconi e a Carlo De Benedetti. La previsione più diffusa è che il maxi-risarcimento imposto a Fininvest dalla corte d’Appello per il Lodo Mondadori si tradurrà in un marcato apprezzamento sia del titolo Cir sia della holding Cofide per almeno due motivi: l’immediata «esecutività» della sentenza e il suo ammontare. Molti operatori, insomma, non si attendevano un verdetto così duro da parte dei giudici: alcuni studi, sottolinea l’esperto di una Sim milanese, avevano ipotizzato che Fininvest sarebbe riuscita a contenere la «punizione» in 3-400 milioni, più o meno la metà dei 750 inizialmente previsti. Sabato la Corte d’Appello ha invece deciso che a Cir, la corazzata dell’Ingegnere, spetteranno 560 milioni, che corrispondono al 40% di quanto vale attualmente l’intera società in Borsa che ha una capitalizzazione pari a 1,39 miliardi e che venerdì ha chiuso a un prezzo di 1,78 euro. Da qui il possibile rimbalzo di Cir, con un probabile effetto «trascinamento» sulla controllata L’Espresso, il gruppo che edita La Repubblica. Anche se, nota un analista, fino alla Cassazione l’effetto per il gruppo dell’Ingegnere dovrebbe essere neutro dal punto di vista prettamente contabile: indicando da una parte, ad attivo, la cifra come cassa e dall’altra, a passivo, la stessa somma come debito potenziale.
Per quanto riguarda la galassia Berlusconi, è probabile invece che Mediaset e Mondadori finiscano sotto pressione anche se il mercato stima una «sostanziale tenuta», visto che a pagare è la holding Fininvest che non è quotata e dispone del denaro necessario: a fine 2009 aveva una posizione finanziaria netta di 701,6 milioni, con disponibilità liquide per 433,1 milioni. Allo stesso modo non sono attese importanti ricadute su Mediolanum, la boutique finanziaria che Fininvest «divide» con la famiglia di Ennio Doris. A meno di una nuova ondata emotiva, che potrebbbe risultare amplificata dal difficile momento che sta attraversando l’intero listino, martellato dai colpi della speculazione internazionale. Tanto che alcuni esperti non esitano a paragonare la seduta di venerdì scorso a quella successiva all’attacco alle Torri Gemelle da parte di Al-Qaida. «Per Mediaset e Mondadori vedo solo una possibile reazione psicologica, anche perché si tratta di due realtà poco indebitate», sottolinea il direttore investimenti di Schroders, Mario Spreafico, che non crede neppure nella possibilità che Fininvest decida di rimpinguare la cassa chiedendo alle controllate di staccare un dividendo straordinario. È lo stesso scenario su cui si era esercitata la Borsa nell’ottobre del 2009, spingendo al rialzo i titoli del Biscione nei giorni immediatamente successivi alla sentenza di primo grado sul Lodo. Oggi qualcuno in Piazza Affari potrebbe quindi tentare di cavalcare la stessa idea oppure quella di un eventuale passo indietro del Cavaliere dal gruppo di Segrate.
Con la premessa, però, che la reazione dei mercati sarà in primo luogo influenzata dall’odierna riunione dell’Eurogruppo, chiamata a discutere il secondo piano di aiuti alla Grecia. «La decisione sul Lodo Mondadori era attesa, piuttosto gli investitori sono concentrati sull’evolversi della situazione in Europa dopo il duro attacco speculativo che ha colpito i Bot e le banche italiane», sottolinea il vicedirettore generale di Banca Akros, Gianluca Verzelli, rimarcando la necessità di una svolta per riaccendere l’interesse degli stranieri verso Piazza Affari.
Un altro titolo che potrebbe tornare nel mirino della speculazione è Ti Media, la controllata di Telecom Italia cui fa capo La7. Alcuni, nelle scorse settimane, avevano scommesso su un rinnovato interesse da parte di De Benedetti, proprio legato al possibile incasso del Lodo. L’Espresso ha però già bollato queste ricostruzioni come «fantasie».