Il gruppo Fiat si lascia il rosso alle spalle

Confermata la prossima emissione di un bond. Migliorano anche i risultati della Ferrari

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Torino

Il gruppo Fiat ha rialzato la testa. Il piano di risanamento che l’amministratore delegato Sergio Marchionne sta portando avanti «con la velocità della luce» ha dato i suoi primi importanti frutti. «Esprimo una profonda soddisfazione per i risultati raggiunti - ha commentato il presidente Luca di Montezemolo, al termine del consiglio che ha approvato i conti del 2005 -: l’azienda è andata oltre tutti i target che Marchionne aveva fissato il 7 luglio 2004 davanti agli analisti riuniti a Balocco». Con Montezemolo, Marchionne e il vicepresidente John Elkann, ieri al Centro storico Fiat di Torino, nelle cui sale si respira l’atmosfera dei tempi d’oro, erano schierati tutti i capisettore di Fiat Auto. Un riconoscimento che Montezemolo ha voluto dare a chi, insieme a Marchionne, ha contribuito a far tornare all’utile il gruppo e il colore nero nei conti di Mirafiori, tornata a guadagnare nell’ultimo trimestre del 2005 dopo oltre 1.530 giorni di perdite.
Il 2005 si è chiuso con miglioramenti in tutti i settori del Lingotto. L’utile netto del gruppo è stato di 1,4 miliardi con un balzo di circa 3 miliardi rispetto al 2004. «È un risultato - ha spiegato Marchionne - che avremmo raggiunto anche senza partite straordinarie (soluzione della put con Gm, cessione della quota in Italenergia bis, i 3 miliardi del convertendo, ndr). In mancanza di queste voci l’utile ammonterebbe infatti a 5 milioni di euro». E poi ci sono i 21 milioni registrati da Fiat Auto nel quarto trimestre, contro il precedente rosso di 156 milioni, con il conseguente abbattimento delle perdite del settore a 281 milioni rispetto agli 822 di due anni or sono.
Il gruppo ha ridotto anche di due terzi, a 3,2 miliardi, il debito industriale netto, registrando un aumento del 2% del fatturato e con in cassa liquidità per 7 miliardi, in crescita dai 6,1 miliardi di fine 2004. La presentazione dei conti è servita a Marchionne per confermare l’emissione di un bond benchmark in euro della durata di 7 anni, con mandato a Bnp Paribas, Barclays, Citigroup e Ubm. Una fonte vicina all’operazione ha detto che il road show si svolgerà tra il primo e il 6 febbraio prossimo, per cui è presumibile che l’operazione sarà portata sul mercato la settimana prossima.
Tornando ai conti, il risultato della gestione ordinaria ha raggiunto 1.281 milioni, con un miglioramento di 409 milioni sul 2004, mentre a dare un importante contributo all’andamento dell’esercizio sono stati anche i risultati della Ferrari. Svincolata dalla Maserati, l’apporto della casa di Maranello ha rappresentato il 16% del risultato operativo del gruppo. Il trading profit è stato di 157 milioni, nonostante la debolezza del dollaro. Anche Maserati, comunque, ha dato segnali di vitalità: nel 2005 le perdite sono dimimuite da 168 a 85 milioni. Intanto, quasi in diretta, i vertici del Lingotto hanno incassato la conferma, da parte di Moody’s, del rating «BA3» a lungo termine della Fiat e la promozione dell’outlook da negativo a stabile. «Un segnale importante per il gruppo», ha commentato Marchionne. Nessuna garanzia, invece, sul ritorno al dividendo, «ma se gli obiettivi 2006-2007 saranno rispettati - ha precisto il top manager - è una possibilità sulla quale toccherà decidere al consiglio».
La risposta del mercato ai dati della Fiat è stata positiva: il titolo è salito dello 0,6% a 8,19 con volumi vivaci, pari al 3,2% del capitale.