Il gruppo Misto diventa partito

Roberta Bottino

L’arcobaleno del Gruppo Misto si colora di nuove sfumature, a tal punto da essere diventato in pochi anni il terzo gruppo consiliare in Comune. Come i moschettieri, quattro sono anche i consiglieri nella Sala rossa, in attesa però che subentri il quinto componente, Mario Menini, prossimo ad essere ufficialmente nominato dal presidente del consiglio Emanuele Guastavino. «Il Misto - dice il capogruppo Salvatore Ottavio Cosma -, è un gruppo di proposta, d’ascolto». Per altri è il gruppo del «passaggio», il limbo in cui meditare nuove decisioni, il trasversale partito degli «incompresi».
Fino a poco tempo fa nessuno avrebbe scommesso su di loro, su quelli dell’«arcobaleno». Oggi la realtà li premia e sono i numeri a parlare. Tutto ebbe inizio nel 2002, quando Ottavio Cosma dopo un passato da assessore alle politiche giovanili e all’immigrazione, dopo essere stato consigliere comunale durante la prima giunta Pericu nella lista «Noi per Sansa», dopo essere rientrato tra i Ds ed essere stato eletto vice capogruppo nella seconda giunta Pericu, decise che era giunto il momento della svolta.
Un anno in solitaria, poi i rinforzi. Vincenzo Vacalebre che abbandona Liguria Nuova di Sergio Castellaneta e aderisce al Misto «per motivi miei personali». Giovanni Pilu che qualche mese dopo lascia i Ds «perché lì non trovavo gli spazi giusti. Ho sofferto la divisione all’interno fra fassiniani e Correntone. Nel cuore però sono rimasto Ds». Fino a quando, pochi mesi fa, poco prima delle elezioni regionali, un altro seguace di Liguria Nuova rompe le righe e opta per il gruppo di Cosma: «È un segno dei tempi - spiega Massimo Franco -, l’importante è che le cose siano chiare. Dal 1992 ero con la Lega Nord e fui presidente della circoscrizione Levante, dal 1997 entrai in Liguria Nuova e fu davvero un bellissimo momento. Poi sentii il bisogno di cambiare, anche se il mio dna resta federalista. Il Misto serve per pensare, bisognerà vedere se in futuro ci sarà chi, dopo aver pensato, passerà ad altri partiti».
L’ultimo consigliere passato al Misto è Mario Menini, che ha lsciato Forza Italia. «Il Gruppo nel quale ho domandato di passare è come un limbo - spiega l’ex consigliere azzurro -, è il luogo adatto per pensare e decidere. A me interessa occuparmi di cultura ma non mi è stato mai permesso. Se un partito non sa approfittare delle potenzialità, dell’esperienza e della volontà di chi vuole dare un contributo, allora non ci può essere dialogo».
Il Gruppo Misto in questi anni ha raccolto tutti coloro che, insoddisfatti dei loro partiti, hanno deciso di «cambiare aria». Anche in Provincia della Spezia c’è chi ha una storia da raccontare. Paolo Gallo, consigliere eletto nel collegio della Val di Vara, proveniente dalla Margherita, ha trascorso il periodo meditativo nel Misto per poi farsi portavoce in Provincia di Gente di Liguria, in segno di devozione nei confronti del presidente della Regione Claudio Burlando. «Cresceremo ancora - annuncia Ottavio Cosma -. So che nelle varie circoscrizioni ci sono moltissimi consiglieri insoddisfatti dell’operato dei loro partiti. Ho deciso che da settembre proporrò di entrare a tutti quelli che sentono di non avere più una casa, un luogo dove andare e dove poter esprimersi. Questo è il Gruppo Misto: il partito del dialogo, delle proposte e dell’ascolto».
Cosma è un ottimista e come tale vede il futuro decisamente roseo. Gli altri consiglieri sono un po’ più pessimisti perché ritengono che non sia facile mettere d’accordo persone che provengono da partiti così differenti. Ex democratici di sinistra, leghisti, socialisti, democristiani, tutti assieme in questo variegato arcobaleno. L’impresa non è semplice ma resta il fatto che questo Gruppo nato da semplici insoddisfazioni si sta ampliando e a sentire Ottavio Cosma, «diventerà una forza unica a livello nazionale».