Il gruppo si prepara a un futuro sempre più inglese e americano

Una svolta strategica per Finmeccanica. Con l'acquisizione di Drs Technologies Finmeccanica completerà lo sforzo di internazionalizzazione, basato su tre pilastri. Quello domestico italiano, quello britannico, dove il gruppo ha circa 10mila dipendenti e ora quello statunitense, dove avrà circa 12mila addetti. Un'internazionalizzazione con accento anglosassone. Il che è logico considerando che il mercato della difesa Usa è il più importante al mondo e quello britannico è il primo in Europa.
Lo sbarco in forze negli Usa consente di «americanizzare» Finmeccanica agli occhi del Pentagono, operazione già riuscita alla britannica Bae Systems e che anche il colosso Eads vorrebbe perseguire. Perché, per superare le tentazioni protezionistiche del Congresso, la strada migliore è quella «interna», anche se Finmeccanica ha dimostrato, con i successi per l'elicottero Vh-71 e il velivolo da trasporto C-27J, di riuscire a vincere anche muovendosi dall'esterno, in team con partner locali. E proprio in ossequio alla strategia «americana» Finmeccanica ha nei mesi scorsi rifiutato un'interessante offerta di Boeing, che voleva rilevare il 50% italiano della joint venture Global Aeronautics, che ha un ruolo cruciale nella realizzazione del velivolo B787. E ha fatto bene. Grazie a Drs, Finmeccanica potrebbe conquistare una fette crescente del mercato dell'elettronica per la difesa, che vale circa 100 miliardi di dollari l'anno e continua a crescere a un ritmo di almeno il 5% ogni anno.
E può approfittare del vantaggio competitivo offerto dal produrre negli Usa con una catena dei costi in dollari. Finmeccanica, peraltro, mentre trattava un'acquisizione negli States (per restare al campo elettronico, ha flirtato con L-3 e Telephonics) ha anche tentato di forgiare un'alleanza in Europa nell'elettronica della difesa con la francese Thales. Ma senza esito, almeno non alle condizioni paritetiche che Pier Francesco Guarguaglini voleva.
Dato che il grosso delle attività di Drs è nel campo elettronico, Finmeccanica può ora irrobustirsi in questo settore, arrivando a circa 5,6 miliardi di euro di ricavi e oltre 30mila dipendenti, riducendo il distacco con Thales e marginalizzando Eads, che nell'elettronica per la difesa è piuttosto debole. Ecco perché è così importante chiudere con successo l'operazione. Missione compiuta.
\