GSK a Verona da 75 anni ha come missione la salute

Con 128 milioni di euro nel 2006 è la prima azienda farmaceutica italiana per investimenti in ricerca

Sono passati anni da quel 30 marzo 1932 quando Peter Gent, rappresentante dell'azienda inglese Glaxo, e il conte Guglielmo Bompiani sottoscrissero a Verona la creazione della Società Anonima Italiana Nathan Bompiani, antesignana dell'odierna GlaxoSmithKline. Da allora l'azienda non ha mai smesso di crescere: investimenti, ricerca, prodotti innovativi, competizione nazionale e internazionale. Un patrimonio significativo costruito nel tempo. Oggi GlaxoSmithKline è il risultato di due fusioni (nel 1995 con Wellcome e nel 2000 con SmithKline Beecham), è al secondo posto al mondo tra i gruppi farmaceutici, ed in Italia è la prima azienda per investimenti in ricerca (nel 2006 128 milioni di euro, pari all'11,5 per cento dell'intero investimento farmaceutico privato in Italia). Nel corso degli anni parecchi dei suoi farmaci, alcuni dei quali nati proprio nei laboratori italiani, hanno contribuito a migliorare la salute di milioni di persone e a debellare malattie. Va ricordato nel 1942 il primo vaccino contro la difterite, apripista di una lunga serie di altri vaccini (come quello antipoliomielite, quello contro la rosolia, il morbillo, la varicella, la pertosse, la parotite, l'epatite A e B), fino ai più recenti per le gastroenteriti infantili, il tumore della cervice uterina, e il virus H5N1, potenziale causa di pandemia influenzale. Poi nel 1947 arriva in Italia, con l'idrovolante che atterra sul Lago di Garda, la penicillina e poco più tardi la clorpromazina, un farmaco antipsicotico che rivoluzionerà la cura delle malattie mentali. Negli anni '80 è disponibile sul mercato italiano la ranitidina che fa fare passi avanti nel trattamento dell'ulcera. Dieci anni più tardi è la volta della lacidipina, il primo calcio-antagonista a lunga durata per la cura dell'ipertensione. In anni più recenti la Ricerca di GlaxoSmithKline scopre farmaci per il trattamento dell'infezione da virus dell'Aids. Oggi l'azienda è impegnata in diverse branche della medicina: dalle malattie dell'apparato respiratorio a quelle del sistema nervoso centrale, dalla terapia antinfettiva a quella per le più diffuse patologie dell'apparato circolatorio e del metabolismo come il diabete. La sede di Verona è una realtà con oltre 3.000 dipendenti (1500 a Verona) che coprono l'intero ciclo industriale: dalla ricerca di nuovi farmaci, alla produzione e commercializzazione nel mondo, oltre all'informazione scientifica e alla farmacovigilanza. 720 sono gli addetti che lavorano al Centro Ricerche italiano, designato dal Gruppo come Centro di eccellenza per la scoperta di nuovi farmaci per la cura delle malattie psichiatriche. Gli stabilimenti di Verona e di San Polo di Torrile (Parma) producono per tutto il mondo antibiotici e altri farmaci sterili, liquidi e liofilizzati. Il sito produttivo di Baranzate, nei pressi di Milano, si occupa di prodotti di largo consumo e da banco.