Guadagnare con le materie prime

Il gruppo offre una gamma completa di fondi. Il petrolio e le aziende di raffinazione

La crescita economica mondiale, le limitazioni di capacità produttiva e l’innovazione tecnologica sono tre tra i fattori che sostengono gli investimenti nelle materie prime. Fortis Investments offre una gamma completa di fondi specializzati in questo settore, tra cui anche il Fortis L Fund Equity Materials Europe; Fortis L Equity Energy Europe; Fortis L Equity Basic Industries World e il Fortis L Commodities World. Oggigiorno, i prezzi delle materie prime sono sostenuti da una combinazione di fattori positivi tanto che, per il 2006, dopo un primo trimestre molto positivo, esiste ancora del potenziale in diverse aree, come dimostrano i recenti dati di bilancio, migliori rispetto alle aspettative.
Con riferimento al mercato azionario nel segmento minerario e metallurgico, il livello degli investimenti in infrastutture in Cina e India sostiene i prezzi dei titoli in questi settori, in particolare quelli delle commodities quali il ferro. Il management delle aziende operanti nei segmenti citati, sta scegliendo la strada di una maggiore disciplina rispetto al passato: ovvero ripagare maggiormente gli azionisti a discapito del puro e totale investimento in nuova capacità produttiva. Il risultato è il seguente: carenze di metalli e prezzi più alti più a lungo. D’altro canto, se amiamo focalizzarci sull’analisi dei fondamentali e ciò ci porta a preferire metalli quotati come lo zinco e il rame (oggi le scorte sono ai livelli minimi), nel contesto attuale diventa sempre più difficile separare la domanda reale da quella speculativa, in parte sostenuta dagli stessi fondi di investimento. Nonostante questi livelli di investimento da record, causa di prezzi molto più volatili e rischiosi, la mancanza cronica di investimenti in capacità produttiva rimane tra i principali motivi dei livelli attuali dei prezzi e ciò potrà non trovare soluzione a breve. Le attività di M&A stanno spingendo le quotazioni nel settore dell’acciaio, vedasi l’offerta di Mittel per Arcelor, contribuendo così a un’ulteriore razionalizzazione nei livelli di produzione e ponendo le basi per ulteriori risalite nei prezzi.
Nel settore chimico dovremmo aver raggiunto un punto di massimo, visto che nuova capacità produttiva si sta affacciando sul mercato. Dall’altro lato però, l’interesse degli investitori rimane alto come ha dimostrato la grande richiesta per la quotazione di Wacker Chimie e l’acquisizione di Bayer per Schering Ag. Il settore dell’energia avrà un ritmo di crescita meno sostenuto nei prossimi 12 mesi rispetto al periodo precedente, anche se l’alto prezzo dell’oro nero riteniamo manterrà le valutazioni a un livello ragionevole. Per le altre materie prime, il tema di lungo periodo è il medesimo mentre la richiesta sarà meno ciclica. Le più interessanti opportunità continuano a essere al di fuori del perimetro delle grandi aziende petrolifere integrate, ovvero nelle aziende di raffinazione e di servizio che possono trarre beneficio dalla sotto capacità produttiva ancora esistente. Infatti, laddove i player più grandi impiegano importanti quote del capex nella ricerca di nuove riserve, le società petrolifere di servizio sono meno esposte a eventuali cadute nel prezzo del greggio a causa della loro natura di business di lungo periodo.