Guadagnare online: mito o realtà?

In questi periodi di crisi c’è sempre più gente che s’ingegna per racimolare qualche spicciolo… Internet da qualcuno viene vista anche come un modo facile e veloce per far soldi, possibilmente con il minimo sforzo

In questi periodi di crisi c’è sempre più gente che s’ingegna per racimolare qualche spicciolo… Internet da qualcuno viene vista anche come un modo facile e veloce per far soldi, possibilmente con il minimo sforzo.

Tralasciamo i modi “paralegali” (e ovviamente quelli illegali) per fare soldi sulla rete e facciamo una piccola panoramica di quel che ad oggi Internet offre per arrotondare lo stipendio.

Come primo esempio ci si può disfare di quel che abbiamo in casa vendendolo all’asta su eBay. C’è chi svuotando il garage di quel che riteneva cianfrusaglie si è trovato ad aprire partita IVA e diventare un venditore professionale.

Non avete tempo di seguire le aste online e temete di essere fregati? Sono sempre più diffusi i negozi che in cambio di una piccola percentuale sul prezzo di vendita vendono le nostre cose su eBay: l’unica cosa che dobbiamo fare è stabilire un prezzo minimo, affidare il bene al venditore e incassare i soldi ad avvenuta vendita: li trovate in tutte le grandi città.

Vendere le cose che non usiamo più può diventare una filosofia di vita. Il cellulare “vecchio” di 6 mesi sostituito con l’ultimissimo modello, i giocattoli del bimbo ormai cresciuto, i vecchi centrini fatti dalla nonna e che proprio non ci piacciono… Tutto ha un mercato. Più di quanto pensiate. Svuotare le cantine di amici e parenti potrebbe essere un passatempo molto redditizio.

Passiamo ora a qualcosa che potrebbe interessare chi ha un sito web: la pubblicità online.

Esistono diversi tipi di pubblicità che possiamo mostrare sul nostro sito web, ma per semplificare dividiamoli in due grosse famiglie: la pubblicità Pay Per Click (veniamo pagati un tot per ogni click effettuato dai nostri visitatori sui banner mostrati) e la pubblicità Pay Per Action (riceviamo una percentuale sugli acquisti effettuati sui siti che pubblicizziamo se l’acquirente è arrivato sul sito in questione tramite un nostro banner).

Leader incontrastato del mercato PPC è Google Adsense. Lo potete vedere anche qui sul nostro sito. Sono piccoli spot formati da qualche parola e da un link. Gli argomenti degli spot vengono scelti analizzando il contenuto della pagina in cui gli annunci sono mostrati: è pubblicità contestuale al contenuto del sito in cui viene mostrata.

Su un sito web dedicato alle vacanze Google Adsense mostrerà prevalentemente annunci di agenzie di viaggi, linee aeree, alberghi e simili, favorendo (almeno in teoria) i click dei visitatori e di conseguenza i nostri guadagni.

Sembra tutto facile. Quel che non vi raccontano però è che per guadagnare decentemente con questo genere di pubblicità bisogna avere la fortuna di possedere uno (o più) siti molto visitati. Con cifre attorno ai 4-5 centesimi a click potete immaginare quante visite il nostro sito debba macinare per raggiungere cifre considerevoli.

Sulla scia di Google Adsense sono nati molti servizi simili come Heyos e Simply, lanciato ultimamente dall’italiana Dada. La filosofia è sempre la stessa: annunci contestuali e più ti cliccano più guadagni. Pensi di poter cliccare i tuoi annunci e gabbare così il sistema? Sbagliato. Esistono algoritmi che controllano e segnalano costantemente questo genere di frodi.

Veniamo ora alla pubblicità “Pay per Action” Il principio di funzionamento del Pay Per Action è “mi paghi se vendi” o “mi paghi se hai una prenotazione” o “mi paghi se hai un contatto” come dice questo articolo di Teammateslab.

Di solito si ragiona a “percentuale”: si riceve un piccolo fee sulla vendita effettuata dal sito che pubblicizziamo come dicevamo prima. Se i ricavi in questi casi sono teoricamente molto più alti rispetto alla pubblicità PPC è molto più difficile “convincere” l’utente ad effettuare l’azione che ci permette di guadagnare.

Anche in questo caso più ci s’impegna (pubblicizzando il proprio sito, ecc…) più si guadagna. Bisogna quindi valutare, caso per caso, se il gioco vale la candela. Quanto si porta a casa alla fine del mese? Pochino se non si è costanti e fortunati, ma qualcosa si guadagna.

Sogniamo un po’: in USA (vista anche la diffusione della lingua inglese rispetto alla nostra) è tutta un’altra vita, non che sia più facile per carità, ma ci sono molti più casi di successo rispetto a noi.

C’è un personaggio che mostra sul suo blog assegni Adsense a 6 cifre da oltre 100.000 dollari e non è il solo. Nomi come John Chow e Darren Rowse sono molto noti a chi ha intrapreso la strada del guadagno online.

Non hai un sito web ma sei bravo a scattare fotografie, programmare, disegnare, ecc…? Puoi guadagnare anche tu online. Grazie a piattaforme come iStockphoto possiamo vendere il frutto del nostro lavoro su grandi marketplace guadagnando discretamente.

Come funziona? Poniamo di aver scattato una bella foto di un paesaggio. Possiamo metterla in vendita su iStockphoto a pochi dollari. Ogni volta che qualcuno acquista la nostra foto su iStockphoto noi guadagnamo qualcosa: il resto va a chi ha creato la piattaforma. Moltiplicate questo guadagno per 10 o 20 belle foto e vi renderete conto che sfruttare una dote naturale può essere molto remunerativo.

Stessa cosa capita per piccoli software, template grafici per siti web e altri prodotti “digitali” come basi musicali o piccoli video (ovviamente creati senza violare alcun copyright).

Quanto si guadagna? Dipende da quanto si riesce a vendere. Questo genere di piattaforme di solito pagano meglio chi garantisce un flusso costante di acquisti, di conseguenza guadagna di più chi è più bravo e produce di più.

Se si è bravi a scrivere c’è la possibilità di diventare autori di blog professionali: mediamente si è pagati 3 euro ad articolo. Se siete scrittori prolifici può essere una fonte di reddito non indifferente.

Per concludere: non è un mito quello del guadagno online. E’ un mito il pensare di guadagnare senza far fatica o senza impegnarsi come promette qualcuno (diffidate da questo genere di persone).

Se vi avanza un po’ di tempo e avete un blog, oppure a tempo perso siete fotografi o grafici… Là fuori c’è qualcuno che aspetta voi. Perché non sfruttare anche questa possibilità?

Francesco Napoletano | Napolux dello staff di Uni-Fi Srl