Guai a chiamarlo «alla francese»

Giraud. Guai a chiamarlo alla francese. Ci teneva alla sua milanesità. Autore ed attore di rara efficacia, vive all’ombra di Ferravilla come tanti del suo tempo: Sbodio, Carnaghi e buon ultimo Barrella. Quando ognuno di loro cercava uno spazio per conto proprio, lui ottiene un lunsighiero successo anche da solo, mentre la milanesità era ancora mercè dell’intramontabile Ferravilla. Nelle sue memorie Ferravilla parla con molto rispetto dell’arte e della signorilità del suo discepolo. Tutti così li chiamava coloro che avevano contribuito alla sua ascesa. Vive comunque in tutto ciò che tratta il dialetto milanese, vedi le pubblicazioni, il «Cenacolo», «la Martinella» e altre formazioni culturali del passato di questa nostra brutta e meravigliosa città che ci ha dato per maestri gente della levatura di Giraud.