GUAI A PERDERE L’OCCASIONE NUCLEARE

All'Assemblea di Confindustria, dove la neo Presidente Emma Marcegaglia, ha tenuto la sua prima relazione, si è definitivamente archiviato la pratica anti nucleare che ha inchiodato il Paese dopo l'incidente di Chernobjl e l'abrogazione nel 1987 del nucleare in Italia.
Nel 1966 l'Italia era il terzo produttore mondiale di energia nucleare ed il primo reattore italiano nasce con il progetto Euratom in quel di Ispra nel 1959, a dimostrazione dello stato di lungimiranza della nostra industria e della nostra classe politica in quel tempo, anni in cui la lira faceva aggio sull'oro.
In Europa i generatori attivi sono quasi 200 e l'Italia non produce neanche 1 kwatt di energia nucleare. Competere è indispensabile e non si può fare concorrenza sul mercato senza un'energia ad un costo paragonabile a quello degli altri competitori.
Genova e la Liguria sicuramente trarranno un incentivo straordinario al proprio sviluppo grazie alla loro esperienza in materia nucleare, se sapranno coniugare la sapienza tradizionale che affonda le proprie radici nella nostra città con questa iniziativa del Governo Berlusconi.
Il Ministro Claudio Scajola annuncia tre azioni che sovrintenderanno in termini operativi al rilancio nucleare e cita al primo posto: la ricostruzione delle competenze in materia.
Genova e la Liguria non debbono e non possono farsi sfuggire questa grande occasione. Fare nucleare vuol dire soprattutto avere cultura e professionalità in questo settore; la storia dell'industria genovese ci dice chiaramente che queste competenza qui ci sono.
Le forze sociali, quelle imprenditoriali ed il comparto pubblico, si trovano di fronte ad un combinato disposto tra una nuova percezione del nucleare, le competenze e la professionalità presenti nella nostra Regione e nella nostra città in materia, ed il ruolo che ricopre il nostro concittadino Claudio Scajola all'interno del Governo: dunque l'imperativo categorico è attrezzarsi per cogliere a pieno questa grande opportunità.
L'esecutivo farà certamente la sua parte, ma è indispensabile che tutti gli altri facciano la loro.
*Coordinatore regionale FI
Deputato PDL