«Guai a sposare una donna troppo sexy: ti tocca perdonarla»

Spiega l’attore e regista di «Una moglie bellissima»: «Prima o poi ti mette le corna»

da Roma

«Il mio non è un cinepanettone perché quello vero ha nel titolo la parola Natale e sarà così finché non farò Natale a Poggibonsi». Parola di un Leonardo Pieraccioni come sempre scherzoso. Sarà, ma la costruzione del suo Una moglie bellissima, che da venerdì invaderà 700 sale italiane spartendosi la torta con l'originale Natale in crociera, ha tutti gli ingredienti del cinepanettone, dalla bella di turno all'immancabile viaggio nelle esotiche Seychelles. Però. C'è un però. Fondamentale. Pieraccioni rimane il cantore della piccola comunità di provincia, con l'omaggio a un popolo incontaminato molto diverso da quello borghese e arricchito dei vari Natale in.... Non a caso, in una delle scene clou del film scritto insieme a Giovanni Veronesi, vediamo Pieraccioni e la bellissima moglie mangiare a un chiosco pane e porchetta sognando di avere un figlio di fronte al tramonto. Non certo quella porcheria del caviale che in una scena tagliata del film (ma visibile sul sito www.unamogliebellissima.com) viene definito, tanto per rendere l'idea e sottolineare le differenze, «un cacherello nero che sa di ferro».
Di conseguenza tutta la storia del film è costruita su questa falsariga. Da una parte la coppia semplice e indissolubile di fruttivendoli formata da Miranda (Laura Torrisi al suo convincente esordio da protagonista) e Mariano (Pieraccioni) alle prese con il sogno di comprare bottega e lasciare il banco del mercato d'un piccolo paesino toscano (Anghiari per l'esattezza). Dall'altra il grande fotografo senza scrupoli Andrea (Gabriel Garko) che s'imbatte per caso in Miranda e nella sua suggestiva scollatura e se l'immagina protagonista di un calendario. Ecco infine Miranda, nomen omen, nuda per soldi su carta patinata e proiettata in quel mondo dello show-business pronto a corrodere tutto e tutti. In mezzo una simpatica muta di folcloristici personaggi di provincia interpretati da Massimo Ceccherini, Rocco Papaleo, Francesco Guccini, Tony Sperandeo e Chiara Francini.
Spiega Pieraccioni forte degli incassi milionari dei suoi sette film precedenti: «Ci siamo divertiti a iniziare dove finivano gli altri miei lavori con il normotipo che rincorreva per tutto il film la donna dei suoi sogni e alla fine l'incontrava. Qui invece ci sono due già innamorati, della serie "Dio li fa e poi li accoppia", proprio come Topolino e Minnie. Poi arriva la proposta indecente del calendario sexy e tutto quel che ne consegue».
Tra cui il tradimento di lei. Sullo schermo, siamo a Natale, Pieraccioni la perdona perché, dice l'attore e regista, «ricordo bene le parole del mio vecchio sacerdote quando mi diceva che avrei dimostrato il mio amore a una ragazza non tanto nell'amarla quanto nel perdonarla». E così, sigla un Pieraccioni in versione buonista, «ci siamo divertiti a fare un film sul perdono raccontando la qualità della vita della provincia dove tutto è vissuto con la semplicità della gente che lavora e che si ama. Aggiungendo una piccola accusa al mondo dello spettacolo».
Lo stesso da cui proviene Laura Torrisi, una delle protagoniste del Grande Fratello 6, nata a Catania ma con 27 dei suoi 28 anni trascorsi nella toscana Prato. Una trasmissione che però, a sentire la diretta interessata a cui nella realtà sono stati già offerti tre calendari (lei li rifiuta: «Non mi piacciono perché rendono volgare anche la donna più fine»), non ha fatto altro che crearle problemi: «Ho un bel ricordo ma ero modella già da 12 anni e volevo solo continuare a lavorare. Il problema è stato ai provini. Quando mi riconoscevano sentivo dire sottovoce: "Ha fatto il Grande Fratello"». Quindi galeotto non fu quel programma ma un successivo servizio di moda perché, rivela Pieraccioni, «ho avuto la fortuna di aver trovato Laura dopo 150 provini quando ho visto su una rivista prima il suo reggiseno e poi lei. Quando l'ho chiamata per dirle che l'avevo scelta, era in automobile e ha tamponato quello davanti».