Guantanamo: un imputato viene assolto da 285 accuse

La Corte federale ha assolto da quasi tutte le accuse Ahmed Khalfan Ghailani, il
primo detenuto di Guantanamo ad aver affrontato un processo
civile. Accusato degli attacchi alle ambasciate in
Kenia e in Tanzania del '98

New York - Ahmed Khalfan Ghailani, il primo detenuto di Guantanamo ad aver affrontato un processo civile è stato assolto da quasi tutti i capi d'accusa a suo carico da parte della Corte federale di New York. In particolare non è stato ritenuto colpevole di essere coinvolto negli attentati contro le ambasciata americane in Kenia e in Tanzania del 1998 che uccisero 224 persone. L’assoluzione fa riesplodere lo scontro sulla scelta di Barack Obama di far processare sospetti terroristi da tribunali civili, invece che dalle corti militari.

Il primo processo Ghailani, 36 anni, cittadino tanzaniano nato a Zanzibar, è il primo sospetto terrorista detenuto nella prigione della base americana di Guantanamo, a Cuba, ad essere stato sottoposto a un processo civile, davanti a una Corte americana a Manhattan. Doveva rispondere di 286 capi d'accusa, in particolare quella di essere tra gli esecutori materiali dell'attacco terroristico rivendicato da Al Qaida nell'agosto del 1998, quando alcune autobomba fecero esplodere le ambasciate americane in Kenya e in Tanzania, provocando la morte di 224 persone.

Colpevole di un reato minore Il giudice della Corte federale di New York lo ha assolto da queste accuse, trovandolo colpevole solo di un reato relativamente minore, ovvero di aver cospirato per danneggiare e distruggere beni di proprietà degli Stati Uniti.