Guantanamo, liberato il primo detenuto dell'era Obama

Etiope ma cittadino britannico, era stato accusato di terrorismo e recluso per quattro anni nel carcere americano. Arrivato a Londra a bordo di un aereo, è stato rimesso in libertà dalla polizia inglese. «Ho subito torture medievali», ha dichiarato dopo la scarcerazione

E' il primo detenuto di Guantanamo scarcerato durante la presidenza di Barack Obama: Binyam Mohamed, ex cittadino britannico, da ieri è un uomo libero. Arrivato a Londra a bordo di un aereo, non è stato trattenuto, come ha confermato Scotland Yard. Sospettato di terrorismo, e in particolare di essersi addestrato in un campo di Al Qaeda e di avere intenzione di costruire una «bomba sporca», con materiali radioattivi, Mohamed era stato arrestato in Pakistan nel 2002. Condotto in Marocco e in Afghanistan è stato recluso per quattro anni nella prigione americana di Guantanamo, «torturato con metodi medievali», ha dichiarato l'etiope poco dopo la liberazione. A Londra i suoi avvocati avevano presentato un'azione legale contro l'Alta Corte, accusando i servizi segreti britannici e statunitensi di essere stati a conoscenza del fatto che fosse stato sottoposto a torture. Al suo arrivo in terra inglese, ieri, non gli sono state formalizzate accuse ed è stato dunque rimesso in libertà. Lo hanno accolto parenti, amici e l'Ong che ha seguito il suo caso. «Più con tristezza che con rabbia devo dire che in molti si sono resi complici dell'orrore che ho vissuto negli ultimi sette anni», ha detto Mohamed ai giornalisti. «Ho vissuto un'esperienza che non avrei mai immaginato di vivere neanche nei miei peggiori incubi - ha raccontato - Prima di questo inferno, la tortura era una parola astratta per me, non avrei mai immaginato di poterne essere vittima». L'ex detenuto ha precisato di non voler chiedere «vendetta», ma solo che «la verità venga conosciuta in modo che nessuno in futuro debba sopportare quello che io ho sopportato». Dice di avere « degli obblighi verso le persone che ancora rimangono in quelle camere delle torture. Ho l'obbligo di assicurarmi che nessuno sia dimenticato». La chiusura di Guantanamo è «un obbiettivo comune» dell'amministrazione di Barack Obama e del governo di Londra, ha chiarito il ministro degli Esteri britannico, David Miliband: «Noi abbiamo approvato con forza l'impegno del presidente Obama di chiudere Guantanamo, e io oggi considero il ritorno di Binyam Mohamed come il primo passo».