Guantanamo, riconosciuti i diritti dei detenuti

La Corte Suprema degli Stati
Uniti ha
riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di
prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro
la loro detenzione. Terza sconfitta per l'amministrazione Bush

Washington - La Corte Suprema degli Stati Uniti, pronunciandosi per la terza volta su Guantanamo, ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione.

Una sconfitta per l'amministrazione Bush La sentenza è stata decisa con una maggioranza minima, per 5-4, indicando ancora una volta la spaccatura all’interno del massimo organo giudiziario americano nel valutare la legalità di Guantanamo. Si tratta della terza sconfitta dal 2004 per l’amministrazione Bush sul tema della legittimità costituzionale dell’apparato giudiziario militare messo in piedi dopo l’11 settembre 2001, per detenere e processare presunti terroristi.

La decisione della Corte La Corte Suprema ha ribaltato una decisione presa da una Corte federale d’appello, che aveva confermato la legittimità di una legge del Congresso che nel 2006 aveva definito le modalità dei processi militari. La sentenza potrebbe avere effetti immediati sui processi in programma a Guantanamo, tra cui quello ai presunti responsabili dell’11 settembre, e sul futuro dei circa 270 detenuti ancora presenti nella base. La scelta dei giudici di Washington offrirà nuove armi agli oppositori di Guantanamo e anche ai due candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, che sono entrambi a favore della chiusura della prigione nella base militare a Cuba.