Guanti e coperte di lana: alle 6 del mattino loggionisti in fila per comprare il biglietto

Quando la passione per la lirica è più forte del freddo di dicembre. Per i loggionisti, i veri intenditori dell’opera, è così. E qualcuno di loro, irriducibile, non si è fatto scoraggiare né dai due gradi in croce di ieri mattina né dalla nebbia fuori dalla finestra che, fitta fitta, sembrava dire: «Stattene a letto al calduccio». La voglia di assistere alla prima è più grande. E allora eccoli, dalle sei del mattino, in fila davanti alla Scala per accaparrarsi uno dei 140 posti ancora disponibili nel loggione.
Bardatissimi, più che per andare a sciare, i loggionisti si sono dati appuntamento di buon’ora: guanti, bavero alzato, cappello. E qualcuno, previdente, ha anche portato con sé una bella coperta di lana, per resistere in fila. Per ingannare l’attesa, qualcuno si è messo a sfogliare il catalogo della Carmen, in attesa della prima si stasera. Senza fronzoli, i loggionisti vanno al cuore dell’opera e ci tengono ad assistere non tanto al contorno della prima (fatto di abiti da sera e foyer gremito di vip) quanto al succo di un’opera vivace e focosa come la spagnoleggiante Carmen.
Una scelta di sobrietà, in questo momento difficile, è stata comunque fatta dal teatro. Restano gli addobbi floreali (quest’anno con rose e lilium), restano le mise di stilisti famosi (solo per fare due esempi, il sindaco Letizia Moratti sarà vestita da Armani con un abito lungo in velluto di seta verde smeraldo, Francesca Stanca, moglie dell'ad di Expo 2015, Lucio, da Valentino). Ma la tradizionale cena di gala dopo spettacolo offerta dal Comune quest’anno si trasforma in un buffet in piedi nei ridotti del teatro. Fra i vip previsti forse il più atteso è Dan Brown, l’autore del «Codice da Vinci», che si trova per alcuni giorni a Milano. Mentre le presenze istituzionali - oltre al presidente Napolitano con la moglie Clio e al presidente del Senegal, Abdoulaye Wade - includono l’ambasciatore americano in Italia, David Thorne; il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che sta affrontando il tema della riforma degli enti lirici e della nomina della Scala a teatro nazionale.