Guardiamo con più fiducia ai giovani campioni «nostrani»

L’allenatore del Grifone ha ridato il piacere di gustarsi le partite

Caro Massimiliano, non è stato il mondiale dei fenomeni, ma dell’intelligenza applicata al gioco più bello del Mondo sì.
La sapienza tattica abbinata ad una eccellente condizione psicofisica sono cose rare. Come dire che l’eccellenza mostrata da mister Lippi ed il livello dei nostri calciatori hanno fatto la differenza.
Una squadra di «Campioni Normali», alcuni dei quali trovano a stento il posto in squadra la domenica nei rispettivi club, ora sono Campioni del Mondo. Si pensi anche ai molti giocatori italiani, esclusi dalla rosa mondiale, di pari o addirittura di livello superiore dei «campioni» che fanno fatica a trovare ingaggi in squadre di serie A di bassa classifica.
È stata la vittoria delle nostre scuole calcio e la conferma della bontà del nostro calcio sul campo a dispetto dell’atteggiamento e delle scelte fatte da chi sta dietro la scrivania che per definizione preferisce lo straniero. (?)
Se il calcio è lo specchio del paese, la nostra grande forza sono i settori giovanili autentici giacimenti sportivi di inestimabile valore.
Di fronte a questo tipo di affermazione chi ancora non ne capisce l’importanza trascurandoli sull’altare delle videocassette per vedere improbabili giocatori extracomunitari, di calcio capisce poco o nulla e di bilanci aziendali ancora meno.
Il messaggio dei «Campioni Normali» è quello di guardare con fiducia ai giovani di casa nostra.
L‘identità sportiva viaggia di pari passo con quella del paese come frutto dell’orgoglio e dei valori di tante persone unite dall’amore per il lavoro.
Il mio augurio è che la vittoria del Mondiale in Germania combinata con la nuova era del post calciopoli porti ad investimenti sempre più significativi sul territorio per i ragazzi che si dedicano al calcio nella speranza che le nostre squadre attingano sempre di più dai settori giovanili e dalle serie inferiori.