Un Guareschi «milanese» e un insolito Gadda

Per quanto riguarda la letteratura, un primo consiglio «generale» potrebbe essere il volume Milano. Un’antologia a cura di Guido Aghina e Diana Georgiacodis (Skira, pagg. 200, euro 50, riccamente illustrato) che raccoglie le pagine più celebri e i dipinti più belli che scrittori e artisti, in epoche diverse, hanno dedicato alla città: da Bonvesin de la Riva a Stendhal, da Carlo Carrà a Ernesto Treccani. Un invito a (ri)leggere per intero le opere citate e a (ri)scoprire la più vasta produzione di tutti gli artisti antologizzati. Da segnalare anche la riedizione del primo romanzo di Giovannino Guareschi, La scoperta di Milano (Rizzoli, pagg. 252, euro 8,40): la storia, scritta oltre mezzo secolo fa, di due giovani che, venuti da Parma, si ritrovano, spaesati, a «fare quattro passi in Galleria». Poi, due «gran lombardi»: la raccolta di articoli (non sportivi e per questo ancora più belli) che Gianni Brera scriveva negli anni Ottanta su L’Europeo (Il club del giovedì, Aragno, pagg. 358, euro 15): storie di amici, di mangiate e di viaggi tra cronaca e (molta) letteratura; e l’«inchiesta-letteraria» di Maria Antonietta Terzoli, La Casa della Cognizione (Effigie, pagg. 60, euro 10) che attraverso il recupero e lo studio di una serie dimenticata di fotografie della famiglia di Carlo Emilio Gadda «rilegge» La cognizione del dolore, il capolavoro dello scrittore.