Guarguaglini ripudia gli States

Il numero uno di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, ieri a Bologna, interrogato da un cronista ha detto: «Sfatiamo il mito» che siamo filoamericani. Non so. A noi sembra come dire sfatare il mito che Angelina Jolie sia bella. Guarguaglini ha ragione. E anche i critici dell’avvenenza della Jolie. Ebbene ci spieghi qualcuno come sia possibile non corteggiare il più importante mercato militare del mondo per una società come Finmeccanica. Ci spieghi qualcuno perché Guarguaglini improvvisamente si ricorda la rottura di un accordo per gli elicotteri con la statunitense Bell, e non si fregi della medaglia di avere fornito elicotteri e tecnologia italiana alla Casa Bianca. Non al riccone dell’Argentario. Ci spieghi qualcuno come sia possibile dimenticarsi che in Usa si tengono in questo momento le tre gare più importanti del mondo: l’aereo militare C27, l’elicottero AW149 e l’elicottero di ricerca e soccorso. Miliardi di dollari che dovrebbero rendere Guarguaglini più felice financo di un tête à tête con la Jolie. Eppure ieri il numero uno della Finmeccanica, a cui tanti complimenti per la sua gestione continuiamo a rivolgere, ha dovuto tautologicamente puntualizzare le nostre radici europee. Forse un biglietto da visita per il governo che si sta per formare? Oppure una preventiva excusatio non petita per non voler comprare, a carissimo prezzo, una piccola fetta del consorzio Airbus?