Le guarigioni «impossibili»

Cos'è il miracolo? Perché il miracolo come guarigione da un'infermità è solo di alcuni? Il miracolo sarà mai spiegato dalla scienza o impareremo ad inchinarci al soprannaturale? A queste domande Margherita Enrico risponde con Un miracolo nella mia vita (Sperling & Kupfer, anche in versione ebook), sottotitolo «Condannati dalla scienza, salvati dalla fede».
Margherita ci dà una risposta: abbandonati con la preghiera alla forza di Dio, ma collaborando se capisci cosa non va nella tua vita e come pregare. «Andate a fate. Subito. Adesso» sono parole conclusive del libro chiarite dagli episodi di vita raccontati. Prima di ricordarne qualcuno mi sembra importante presentare alcune sue credenziali.
«Sono giornalista e scrittrice e da anni mi occupo di medicina e ricerca», così esordisce e subito ricorda, tra gli amici più cari, Luc Montagnier premio Nobel per la medicina, scopritore del virus HIV, un ateo studioso delle guarigioni a Lourdes con cui hanno approfondito tanti miracoli. Quando gli scienziati come lui «aiutano il prossimo o scoprono qualcosa di utile all'umanità - scrive - si sentono in sintonia con il Creatore, esperienza che raggiunge profondità straordinarie». Montagnier ammette che ci sono fenomeni inspiegabili dalla scienza e non diversamente da lui Giovanni Paolo II: «Certe guarigioni costituiscono una realtà che non ha una sua spiegazione se non nell'ordine della fede e che l'esame scientifico non può negare a priori». A Giovanni Paolo II «sempre presente nella mia vita» è la dedica del libro perché quel Papa guarì suo figlio. Nel giugno 2002, in Vaticano dove li aveva ricevuti, il Papa mise la mano sul capo del suo Francesco, scolaretto delle elementari, ma dall'età di tre mesi affetto da una malattia al sistema immunitario e spesso costretto sotto la tenda ossigeno al Gaslini. Emoziona la testimonianza della guarigione miracolosa raccontata dal bimbo anche perché nel libro si sente battere forte il cuore di mamma. Non a caso il libro si apre con il ricordo della consacrazione (1994) del santuario della Madonna delle lacrime di Siracusa quando Giovanni Paolo II disse: «Le lacrime della Madonna testimoniano la presenza della Madre nella Chiesa. Piange una madre quando vede i suoi figli minacciati da qualche male, spirituale o fisico». Tanti e tanti i miracoli indagati da Margherita a seguito della sua esperienza e del momento di disperazione al Gaslini quando, sentendosi inascolata, disse esacerbata: «Gesù, io lo so, un giorno mi dimostrerai la tua potenza!». Sono i miracoli di don Giuseppe Capra ad Albenga; di tre Santi, di cui due medici: il frate medico Riccardo Pampuri, il medico Giuseppe Moscati, don Carlo Gnocchi. E miracoli del passato, di cui uno clamoroso del 1640: la gamba, amputata da due anni nell'ospedale di Saragozza a Miguel Juan Pellicer, che gli rispuntò per intercessione della Madonna del Pilar. Contro gli scettici che si arroccano in un «crederò quando vedrò rispuntare un arto», viene narrata anche una guarigione recente: la «gamba ricostruita» (1963) del trentino Vittorio Micheli che guarì bagnandosi a Lourdes.
A Lourdes, ai quasi settanta miracoli riconosciuti dalla Chiesa, sono dedicate pagine del libro con riflessioni come questa: le persone che s'immergono nell'acqua delle piscine, cambiata solo due volte la settimana, sono spesso portatrici di una carica batterica e virologica esplosiva, ma nessun malato è stato contagiato. Quando nel 1906 la stampa francese s'impegnò per farle chiudere per motivi igienici, l'azione fu fermata da una lettera-testimonianza firmata da tremila medici e 40 professori d'università che dichiaravano quell'acqua non aver particolari proprietà terapeutiche e tuttavia numerose le guarigioni non razionalmente spiegabili.