Guariniello: «Sbagliato valutare caso per caso»

da Torino

Procuratore Guariniello, sui clandestini scarcerati è esagerato parlare di scontro tra Procura e Tribunale?
«Non direi. I rapporti tra pubblici ministeri e giudici sono ottimi».
Eppure, la Procura non ha perso tempo quando si è trattato di depositare il ricorso in Cassazione contro quei giudici che avevano scarcerato i clandestini accusati di aver fornito false generalità.
«Abbiamo presentato ricorso in Cassazione perché su questo tema, che consideriamo fondamentale per la sicurezza, vogliamo avere al più presto un parere che sia al di sopra dei singoli giudizi forniti di volta in volta dai giudici del Tribunale di Torino».
Ma perché alcuni giudici accolgono le richieste della Procura e altri preferiscono scarcerare gli irregolari?
«Io e i miei sostituti ci siamo fatti l'idea che ciascun giudice valuti il singolo caso. Decidono di volta in volta, sulla base degli elementi processuali in loro possesso».
La soluzione?
«È nelle mani dei giudici della Cassazione, è per questo che abbiamo deciso di rivolgerci a loro il giorno dopo le prime scarcerazioni di quei clandestini che rispondevano del nuovo reato di false generalità contenuto nel pacchetto sicurezza approvato dal Parlamento. La risposta dei giudici romani non è ancora arrivata».
Cosa si aspetta?
«Spero che le indicazioni della Cassazione convincano tutti i tribunali ad adottare valutazioni improntate a un'identità di interpretazione. Oggi, invece, ogni caso giudiziario possiede la sua specificità».
Nel frattempo, la Cassazione vi ha dato ragione sugli stranieri assolti nonostante avessero violato l'ordine di lasciare l'Italia.
«È un buon segnale».