Gubitosi: «Wind o Weather in Piazza Affari nel 2006»

In Borsa potrebbe andare la controllante La trimestrale chiude con 2 milioni di utili

Marcello Zacché

da Milano

La prima volta di Wind non più da «controllata di Enel», ma da società con vita propria, passata sotto il controllo del gruppo Orascom e di Naguib Sawiris, è andata in onda ieri a Milano, sotto la regia di Luigi Gubitosi.
Il direttore finanziario «prestato» a occupare il ruolo di capo azienda in attesa che Paolo Dal Pino, dal primo gennaio, lo sostituisca come amministratore delegato, ha presentato i conti del terzo trimestre del gruppo telefonico, in utile per 2 milioni. Ma ha anche parlato di debiti e strategie: sostenibile, il primo, rivolte alla valorizzazione della divisione fisso-internet le seconde. Confermata, infine, la quotazione in Borsa a cavallo tra 2006 e 2007. Ma verrà valutato se ad andare sul listino sarà Wind o la controllante Weather: «Tutte le ipotesi sono allo studio», ha detto Gubitosi.
Sull’esposizione della società, Gubitosi ha quantificato in 7,7 miliardi il debito di Wind al 30 settembre. Ma già scontando che la società rimborserà anticipatamente, entro fine anno, le quote di debito previste per il 2007, intorno ai 290 milioni, «perché non abbiamo bisogno di questo eccesso di cassa che abbiamo». Al 30 settembre Wind ha generato un flusso di cassa per 297 milioni, con una disponibilità di 433 milioni. Al debito di 7.715 milioni vanno aggiunti 350 milioni del pagamento della seconda tranche a Enel, 500 milioni di debito in capo a Pic (società a nome di Weather), 400 milioni di linee di credito non utilizzate e i 300 milioni vicini al rimborso. Il totale così calcolato arriva ai 9,3 miliardi di cui si è parlato nel recente passato.
Oggi prenderà inoltre il via a Milano il road show per la presentazione di un bond da 1,2 miliardi, anche se su questo punto valgono solo le indiscrezioni di mercato: «Non possiamo rispondere a temi legati a eventuali bond - ha detto Gubitosi - perché l'offerta deve avvenire tramite presentazione del prospetto a investitori qualificati». In ogni caso l’ex capo della finanza di Fiat ha tenuto a sottolineare che la «società produce cash flow» quanto basta per, una volta pagati gli oneri sul debito, finanziare gli investimenti, che saranno di «8-900 milioni l’anno per i prossimi 3-4 anni», finalizzati al rafforzamento dei siti tecnologici.
Gubitosi ha parlato della telefonia fissa come di un punto su cui il gruppo intende puntare molto, anche per sviluppare la convergenza fisso-mobile. L’Arpu (ricavo medio per cliente) per il milione di abbonati al fisso, ha svelato Gubitosi, è intorno ai 37 euro (il 50% è a banda larga), meno di 20 quello dei 13,3 milioni di clienti mobili.
Wind ha chiuso il terzo trimestre con ricavi in crescita di circa il 3% a 1.158 milioni di euro e un margine operativo lordo in aumento del 16% a 415 milioni di euro. Il risultato netto del trimestre è positivo per circa 2 milioni di euro contro una perdita di 46 milioni nello stesso periodo dell'anno precedente.