Gudo Gambaredo rinasce in nome di don Gius

«Come sarà il borgo di Gudo Gambaredo?», è l’interrogativo che ha ispirato l'incontro svoltosi l'altra sera a Buccinasco. L'evento, promosso dalla Compagnia delle opere e Compagnia dell'abitare, ha visto la presentazione del progetto della riqualificazione dell'antico borgo agricolo di Gudo Gambaredo e del centro studi Luigi Giussani, che proprio a Gudo abitò.
Tra i relatori il vicepresidente dell' Europarlamento Mario Mauro, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati, l'assessore provinciale Bruna Brembilla, il sindaco di Buccinasco, Maurizio Carbonera, i presidenti della Compagnia delle opere, Massimo Ferlini, e della Compagnia dell'abitare Antonio Intiglietta. Nel complesso il nuovo volto di Gudo Gambaredo avrà aree destinate a percorsi ciclopedonali per 1.530 metri quadrati, aree pedonali per 1.677 mq, aree destinate a piazze pedonali per 830 mq. L'antico mulino sarà riattivato con la funzione di produrre energia per l'illuminazione degli spazi comuni all'aperto. «L'unicità del progetto - sottolinea Ferlini -, sta nel fatto che il borgo è stato scelto da don Giussani e appunto qui sorgerà il centro di studi in sua memoria». Per il governatore Formigoni «È positiva l'idea di realizzare qualcosa che sia in memoria di don Giussani, lui ha saputo unire gli uomini dentro la valutazione dell'esperienza umana. Il progetto è anche un servizio alla comunità infatti, è stato discusso e condiviso con spirito bipartisan». Secondo Penati l'esperienza collegata alla persona di don Giussani è irripetibile: «Gudo Gambaredo costituisce un modello dal punto di vista del recupero urbanistico e del suo contesto territoriale».
Gudo, oltre a ospitare Monsignor Giussani, vide per anni la presenza del celebre pittore statunitense William Congdon. Le istituzioni hanno creduto nell'idea, sottoscrivendo un progetto che investe 25 milioni di euro. «È il primo progetto - commenta Carbonera - che sta completando l'iter dopo l'approvazione del piano di governo del territorio. È rivoluzionario, non “consuma” territorio, considera il saldo naturale della popolazione dando agli abitanti il tempo per conoscersi». Per Intiglietta «Il percorso di fondo, coinvolge tutto il parco Sud e l'area intorno a Milano, dove sorgono molti borghi rurali e cascine. Sono luoghi pieni di storia, e Gudo diventerà un esempio. Nulla di ciò che lo caratterizza sarà toccato, ma valorizzato: dal mulino ad acqua che produrrà energia elettrica alle rogge che saranno ripristinate. Rimarrà un borgo rurale, che ospiterà un luogo di incontro e di memoria di una fede vissuta». Dello stesso avviso anche l’assessore al parco Sud, Brembilla: «Occorre restituire ai borghi il loro significato storico, preservarne l'attività agricola; per evitare semplici recuperi di livello museale, è necessario che ci si ritorni ad abitare». Per Mario Mauro, infine, il progetto di Gudo prenderà un significato europeo: «Gudo potrà diventare come Czestochowa o Santiago de Compostela».