Guerra tra abusivi e negozianti: a Venezia vincono i vu’ cumprà

VeneziaQuei «poveri» commercianti abusivi che ogni giorno dribblano i divieti, infrangono la legge e si mettono a vendere le patacche ai turisti lungo Riva degli Schiavoni, punto di maggior passaggio a Venezia, in realtà sono una squadra coordinata decisa a resistere. In barba alle lamentele dei commercianti regolari, a cui hanno rubato gran parte del lavoro, e in barba ai tre milioni di euro di contravvenzioni ricevute nel 2008 e, ovviamente, mai pagate. La prova fotografica l’ha esibita Andrea Di Centa, un candidato alle Provinciali per la lista del candidato del centrodestra, Francesca Zaccariotto. Il clic del candidato-detective immortala Mohamed Demba, senegalese, leader degli abusivi che era stato ricevuto anche dal capo di gabinetto del sindaco Cacciari, mentre fa il palo davanti alla caserma dei carabinieri e col cellulare segnala i movimenti delle pattuglie ai colleghi in servizio.
L’altro giorno, all’indomani di una manifestazione organizzata dagli ambulanti stranieri a Ca’ Farsetti, Riva degli Schiavoni era tornata a riempirsi di venditori abusivi. C’è anche Demba, ma non stende il suo tappetino con la mercanzia. No, lui è più mobile e, secondo le testimonianze degli inviperiti commercianti veneziani e di Di Centa, approccia i turisti cercando di vendere loro borse e affini stando bene attento a non farsi beccare dalle forze dell’ordine. Nello stesso tempo, non appena intravede movimenti di carabinieri, armeggia sul cellulare, come dimostrano le foto, e i colleghi scappano in tempo dal posto di lavoro. È lo stesso giorno in cui un altro senegalese, per sfuggire a una pattuglia della polizia municipale, scatta a gambe levate travolgendo e quasi ammazzando un’anziana turista danese.
La situazione ha superato ormai tutti i limiti. In un’intervista concessa al Gazzettino, il vicesindaco, Michele Vianello, auspicava maniere forti e, senza troppi giri di parole, prendeva le distanze dal suo «capo», Massimo Cacciari. «Il bubbone è in Riva degli Schiavoni - ha dichiarato Vianello - e lo si può risolvere solo con un intervento molto duro da parte di tutte le forze dell’ordine. E con la certezza della pena. Su questo la penso come Zanonato ed è anche per questo che i venditori abusivi non vogliono parlare con me, ma con il sindaco».
Dal canto suo la Zaccariotto, candidata per il Pdl alla presidenza della Provincia, attacca il Comune, reo a suo avviso di penalizzare commercianti, baristi, ambulanti e ristoratori regolari. «Perché loro - dice - le multe le pagano, mentre dei tre milioni di multa affibbiati ai clandestini non è stato riscosso neanche un centesimo». E mentre il malcontento sta montando, gli abusivi si organizzano sempre meglio. L’altro giorno, mentre il leader senegalese faceva il palo, ciascun ambulante trattava una marca taroccata specifica, Prada, Chanel, Fendi e via falsificando. E nel caso il cliente chiedesse falsi alternativi, ecco l’indicazione a quale collega rivolgersi. Non un gruppo di disperati slegati tra di loro, dunque, ma un team organizzato e deciso a non mollare i punti vendita irregolari.
Il governatore Galan, scioccato per quel che era successo alla turista danese, è sbottato. «Tutto ciò - ha detto - è degno di una città come Venezia? Oltre allo spettacolo della città invasa dall’abusivismo commerciale, c’è il rischio per l’incolumità dei passanti».
I commercianti veneziani, più inviperiti di Galan, anziché sentirsi tutelati da questa forma di concorrenza sleale, si vedono recapitare dalla giunta Cacciari la dichiarazione di guerra contro verande o tettoie non a norma. E mentre i vigili andranno a misurare col metro le misure delle tende, gli abusivi potranno continuare a smerciare le borse taroccate. Con l’aiuto del palo e di un’organizzazione tanto illegale quanto efficace.