Guerra ai camion-bar. "Sono fuorilegge ora li sequestreremo"

Vendono alcolici davanti alle discoteche anche dopo le 24. Il Comune: "Quest’anno già 572 multe, ma non le pagano". Terzi: "Stiamo pensando al sequestro dei mezzi"

Profumo di salamella che si diffonde nell’aria. Segue l’«essenza» di crauti appena passati alla piastra. Due peperoni alla griglia gocciolanti olio. Un nugolo di zanzare. La luce bianca del neon, il rumore del generatore. Tin... il tappo di latta della birra che rimbalza sull’asfalto.
Siamo lungo la circonvallazione esterna, in viale Monte Grappa, in Monte Santo, in piazzale Lotto, piazzale Maciachini, Lotto o Corvetto. Sono sempre lì. Una certezza a forma di baracchino su ruote per ogni nottambulo che si rispetti.
Istantanea della Milano by night, che divora panini e birre fuori dalle discoteche, o meglio quando le discoteche non possono più vendere l’alcol. Quando i locali abbassano le serrande, ma il popolo della notte non ci pensa proprio ad andare a dormire.
Alla faccia dei divieti e delle ordinanze del sindaco, di quelle emesse e di quelle che sta preparando, e a due giorni dall’apertura dell’isola estiva sui Navigli, quest’anno inaugurata all’insegna della linea dura.

Regole che, però, i proprietari dei camion negozi si ostinano a ignorare. Per questo l’assessore alle Attività produttive del Comune, Giovanni Terzi, adotterà il pugno di ferro e renderà molto più pesanti le sanzioni. Dal 2000 a oggi sono 6mila le licenze per autonegozi rilasciate dal Comune, di queste un terzo riguardano il settore alimentare. Ossia: ammontano a 200 le licenze di ambulanti itineranti autorizzati a vendere cibi e bevande. Sono invece 14 i «duomini» (poiché hanno il chiosco sotto il Duomo) i venditori autorizzati di caldarroste in inverno e gelati in estate. Per la legge Bersani, per ottenere la licenza, basta fare domanda a un Comune - qualsiasi Comune italiano rilascia licenze che permettono di esercitare ovunque sulla Penisola - compilando un’autocertificazione. Ci sono però altri limiti: trattandosi di attività ambulante itinerante, gli autonegozi hanno il divieto di sostare nello stesso luogo per più di due ore. Così come non possono confondersi con i mercati: i camion-bar, infatti, hanno l’obbligo di fermarsi 400 metri prima delle bancarelle. Non solo, la legge regionale 15 del 2000 vieta anche di vendere panini e birre tra mezzanotte e le 5 del mattino, così come è off limits la vendita di alcolici superiori ai 20 gradi in qualsiasi ora. Divieti che vengono ignorati puntualmente: anzi, molto spesso questi camion si trovano proprio davanti alle discoteche o ai locali che hanno l’obbligo di chiudere alle 2. Quali affari migliori quindi se non dopo le due di notte? A confermarlo ci sono i controlli dell’annonaria: dall’inizio dell’anno sono stati staccati 572 verbali, la media è di 143 al mese. «Diversi venditori ambulanti continuano a non rispettare le regole - denuncia De Corato -. Stare aperti oltre la mezzanotte, non è un’infrazione da poco. Spesso si verifica nelle vicinanze di locali notturni e discoteche: come capita in piazza Vetra, viale Umbria e via Pecchio. Da un incontro in Prefettura è emerso che parte dei disagi sono causati non dalle discoteche ma dalla presenza di venditori ambulanti che non rispettano gli orari di vendita delle bevande alcoliche». Insomma, i controlli ci sono, dicono dal Comune, ma forse le sanzioni non sono abbastanza severe: la multa per queste infrazioni ammonta a 1.000 euro ma spesso non viene pagata. Ogni notte è lotta tra la polizia locale che stacca verbali inutilmente e i proprietari che dichiarano che tanto non pagheranno. Anche per questo motivo l’assessore alle Attività produttive Giovanni Terzi ha deciso di dichiarare guerra agli autonegozi. «I gestori vendono alcol anche dopo la mezzanotte - osserva l’assessore - quando la legge 15 del 2000 lo vieta. Non solo, non rispettano nemmeno le ordinanze del sindaco su vetro. Non è nemmeno giusto che alcuni negozianti che sono in regola vengano multati se il loro dehor sconfina di 10 centimetri dall’area autorizzata, mentre i gestori dei camion bar fanno quello che vogliono. Ecco allora - conclude Terzi, che ha deciso di adottare il pugno di ferro - renderemo molto più severe le sanzioni. Sto pensando infatti, insieme al comandante della polizia locale Emiliano Bezzon, un sistema di sanzioni più severe, penso al sequestro del mezzo, ai sigilii e addirittura alla revoca della licenza».