La guerra ai lavavetri spacca la sinistra

A Firenze chi verrà trovato con secchi e spugne ai semafori rischia fino a tre mesi di carcere. Già 15 denunce. Il ministro Ferrero protesta: &quot;E' il contrario di quello che serve&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=202173">Milano studia l'ordinanza fiorentina</a></strong>

Firenze - La sinistra torna a dividersi su una delicata questione che riguarda la sicurezza, come già in passato era avvenuto a Bologna, con il sindaco-sceriffo Cofferati, e a Padova, per il muro antispacciatori di via Anelli. Questa volta il "putiferio" è scoppiato a Firenze, dove un'ordinanza del Comune - guidato dalla sinistra - ha di fatto posto fuorilegge i lavavetri: da oggi chi sarà trovato con secchi e spugne ai semafori rischia una denuncia penale e fino a tre mesi di carcere, oltre naturalmente al sequestro degli "attrezzi". La decisione è stata apprezzata e in parte criticata, com'era inevitabile che fosse. Ma a far divampare le polemiche sono state le parole del ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che ha duramente stigmatizzato la misura adottata dall'amministrazione comunale del capoluogo toscano.

L'ordinanza è l’effetto della esasperazione dei fiorentini, che hanno fatto piovere denunce ai comandi di polizia, segnalando maniere violente da parte dei lavavetri, soprattutto ai danni di donne sole al volante: un clima che ha spinto l’amministrazione comunale a emettere un’ordinanza urgente con effetto da oggi. Sono già almeno 15 le denunce contro i lavavetri sorpresi questa mattina in varie zone di Firenze. Il dato è confermato dalle forze di polizia.

Oltre al sequestro degli attrezzi, il lavavetri sarà denunciato e dovrà andare dal giudice che deciderà se fargli scontare fino a 3 mesi di carcere o fargli pagare un’ammenda da 206 euro. "Negli ultimi tempi stiamo ricevendo numerosi reclami da parte di cittadini che hanno notato una modifica nell’atteggiamento dei lavavetri, diventati molto aggressivi soprattutto nei confronti delle donne ancor di più se sole in auto", hanno dichiarato in una nota diffusa ieri Graziano Cioni, assessore alla sicurezza e vivibilità urbana, e Silvano Gori, assessore alle attività produttive.

La novità di questo giro di vite, che alcuni osservatori politici definiscono provocatoriamente di stampo "leghista", ma che invece è proposta da un’amministrazione storicamente di centrosinistra, è nel risvolto penale del "mestiere girovago" dei lavavetri. Finora, infatti, a poco o a nulla sono valsi i meno drastici interventi (529 dall’inizio di quest’anno), tradotti in molte fughe, e i 79 verbali da 50 euro a carico dei lavavetri, non pagati. Da qui la soluzione: poiché "quello del lavavetri è classificato come mestiere girovago e siccome il Comune che ha delega in materia non ha mai rilasciato autorizzazioni, lo si riconosce come abusivo", si legge nell’ordinanza 774 del 25 agosto scorso, proposta dalla direzione del corpo di polizia municipale e firmata dall’assessore Cioni, che in questi giorni sostituisce il sindaco Leonardo Domenici ancora in ferie. Il provvedimento dovrà essere applicato da tutte le forze di polizia, inclusi carabinieri e poliziotti, e non sarà a tempo indeterminato: la validità è fino al 30 ottobre. Poi se ne riparlerà.

Ferrero: "Servono altre cose" "Le scelte assunte dal Comune di Firenze sui lavavetri vanno nella direzione opposta a ciò che serve per risolvere questioni sociali di questo tipo". Così il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero del Prc commenta la delibera del capoluogo toscano. "Fatta salva la sacrosanta repressione di aggressioni e comportamenti violenti - spiega Ferrero - credo che affrontare in termini di ordine pubblico questioni che non lo sono vada nella direzione opposta a quella della mediazione sociale che invece - conclude - si dovrebbe mettere in campo per fenomeni del genere".