Guerra ai mostri, prevedibile ma con tanti effetti speciali

Anno 2046: partendo dalla Terra, una squadra speciale si reca sul pianeta Olduvai in seguito a strani fenomeni segnalati da un gruppo di ricercatori scientifici. Capitanata dal comandante Sarge (The Rock), la squadra si trova ad affrontare creature mostruose, in realtà esseri mutanti trasformati da un misterioso cromosoma. Tratto da uno dei più famosi videogame dallo stesso titolo, Doom è per metà un classico film di fantascienza, con debiti clamorosi con Alien e altre pellicole di genere che gli esperti non faticheranno a riconoscere. Nella seconda metà il film si identifica con il videogame originale, seguendone le modalità: visioni in soggettiva nei labirintici corridoi del centro-ricerche, compresa l’ecatombe finale. Essendo diviso in tre parti, del videogame si è scelto come riferimento il capitolo 3. Pur con tali premesse inquietanti non si può negare che lo spettacolo c’è. Non si ha tempo di pensare, incalzati dalle mille invenzioni, dai gadget tecnologici, dall’immanenza del pericolo e gli interpreti si adeguano con professionalità. The Rock, divo ormai affermato, torna sui suoi passi in un ruolo malvagio, ma ha presenza e recita meglio di Raoul Bova.

DOOM di Andrzej Bartkowiak (Usa 2005), con The Rock, Karl Urban 100 minuti