Guerra ai "pianisti" Alla Camera impronte digitali per votare

Da febbraio Montecitorio avrà un sistema di rilevazione delle impronte  installato sui banchi dei deputati. Tecnicamente non sarà più possibile votare anche per i colleghi non presenti in aula. Giro di vite: pubblicati su internet i nomi degli onorevoli "assenteisti"

Roma - Vita dura per i pianisti. Ma non stiamo parlando di chi, per mestiere o per diletto, suona il pianoforte. Si tratta, molto più semplicemente, di un brutto vizietto dei parlamentari (non tutti), quello di votare oltre che per sé anche per il proprio vicino di banco. Le polemiche su questo "scabroso" argomento divampano da anni. Ora la Camera dei deputati sta per dichiarare ufficialmente guerra ai pianisti: dal prossimo febbraio, infatti, si potrebbe votare solo mostrando le impronte di un dito.

Già in uso all'estero La decisione era stata già presa nell’ufficio di presidenza del 3 luglio, ma nella riunione di oggi si è dato un "timing" alla messa in funzione dell’apparecchiatura attualmente in uso nei parlamenti di Messico, Brasile e Albania. Giro di vite anche sugli assenteisti: è stato deciso di pubblicare su internet i nomi di chi "diserta" l’aula.

Apparecchio biometrico Sul sistema di votazione della Camera verrà installato, in buona sostanza, un apparecchio biometrico capace di "leggere" i segni presenti sul dito della mano. Nessuna paura in caso di incidenti o ferite agli arti: l’apparecchio, infatti, è in grado di rilevare informazioni di più dita della mano. I dettagli delle impronte, poi, saranno contenuti nel microchip della tessera parlamentare. Così facendo, si spiega sempre in ambienti della Camera, sarà impossibile votare al posto di un collega assente.