Guerra ai veleni con eco-semafori e cannoni nebulizzatori

RIMEDI I filtri retrofit consentono di intrappolare le polveri sottili ma non sono mai stati omologati

L'Italia settentrionale si prepara a una dimostrazione di coscienza ambientale dal sicuro effetto spettacolare, al quale non è detto corrisponda un altrettanto elevato beneficio per la popolazione. Anzi, è molto probabile che i risultati siano del tutto modesti, per non dire impercettibili se le condizioni meteorologiche non subiscono una forte mutazione. Ancora una volta, infatti, tutte le responsabilità ricadono sui veicoli a motore, anche se questi sono in realtà una minima causa della produzione delle polveri sottili. Non bisogna poi dimenticare che non tutti i Pm10 sono uguali. Quelle veramente dannose per l'apparato respiratorio sono le polveri sottili che contengono idrocarburi, quindi quelle realmente derivanti dalla combustione del gasolio. Ma nell'aria ci sono anche altre sostanze microscopiche, catturate dalle centraline, che sono del tutto naturali e pertanto innocue per l'organismo. A questa categoria appartengono per esempio alcune polveri rilasciate dalle piante, ma anche la sabbia del Sahara che è spesso depositata assieme alla pioggia sulle nostre strade dalle perturbazioni provenienti dall'Africa. Senza dimenticare che in altre città italiane ci sono elementi esterni che influiscono in misura determinante sulle concentrazioni. Come il caso di Carrara, dove le polveri sono generate prevalentemente dall'estrazione e dalla lavorazione del marmo, e non dai camion che trasportano le pietre, il cui transito è stato bloccato lo scorso 12 febbraio. I valori tra polveri nocive e naturali andrebbero scorporati, ma nella maggior parte dei casi i dati presi in considerazione sono quelli aggregati. Spesso, quindi, fermare i veicoli a motore per una giornata rappresenta solo una semplice goccia nell'oceano, e si otterrebbero risultati decisamente più efficaci se invece di rinunciare all'auto si facesse a meno del riscaldamento. Ma si tratta indubbiamente di provvedimenti impopolari, che nessun amministratore locale si sentirebbe di autorizzare. Senza dimenticare che la non produzione di polveri sottile non risolve autonomamente il problema, visto che per renderle inoffensive devono essere rimosse dal terreno. A questo proposito, l'unico vero rimedio è naturale, e si trova nella pioggia. Maggiore è l'intensità di una precipitazione, più alto è il livello di pulizia dell'aria. Non basta una semplice pioggerellina, è necessario un importante flusso d'acqua in grado di trasportare tutte le impurità direttamente nelle fognature. Tra i vari sistemi per combattere Pm10 e polveri ancora più sottili, quelli più efficaci sono quelli che si ispirano alla natura. Una buona base di partenza può essere rappresentata da un frequente lavaggio delle strade con i sistemi tradizionali, tuttavia in questo campo ci sono anche nuove soluzioni. C'è chi, per esempio, ha ideato cannoni in grado di nebulizzare l'acqua e dirigerla ad alta pressione sull'asfalto, così da ricreare l'effetto della pioggia. I Fog Cannon possono essere fissi e posizionati in zone strategiche, oppure essere di tipo mobile, con un'autonomia di circa quattro ore, per un impiego itinerante, più adatto all'uso urbano. Appurato che i motori, e i diesel in particolare, hanno in realtà un impatto inferiore a quanto si sia portati a credere, ci sono altre strade percorribili per ridurre ulteriormente le emissioni. Gli automobilisti più diligenti, ma in possesso di diesel di vecchia generazione, hanno la possibilità di effettuare un «upgrade», cioè di scalare una gradino nella valutazione delle emissioni nocive. Il montaggio di un filtro retrofit, consente infatti di intrappolare una maggiore quantità di polveri sottili, ma si tratta di una soluzione che fa bene solo alla coscienza ambientale, dato che non apre le porte a nessuna città in caso di blocco del traffico.
Non bisogna poi dimenticare che un'arma importante è in mano agli amministratori; favorire un flusso di traffico regolare aiuta a ridurre i consumi di carburante, e di conseguenza ad abbassare ogni tipo di emissione. In fondo basta sincronizzare i semafori delle arterie principali e consentire il transito a chi mantiene una determinata velocità, invece di bloccare le auto con semafori rossi a ogni incrocio. Il consumo in partenza si impenna e raggiunge picchi prossimi ai 40 litri per 100/km, mentre per viaggiare a 50 all'ora ne bastano un decimo. Al contrario, non servirebbe più di tanto vietare la circolazione a tutti i veicoli a motore. C'è chi ha provato, è successo a Lipezk, in Russia, dove il traffico è stato cancellato di fatto introducendo una rete di trasporti efficiente e del tutto gratuita. La città è stata restituita ai suoi abitanti, ma le polveri sottili sono rimaste su livelli stazionari.