«Guerra aperta alla cementificazione»

«Con tutto il rispetto che nutro per Fini, io però resto delle mie idee, e continuo a gridare un deciso no al voto agli immigrati». Parla così «l'eretico» Gianni Bernabò Brea, capogruppo di An a Tursi. Proprio non riesce a sopportare il pensiero che alle urne vadano anche gli extracomunitari. «Le scelte politiche devono prenderle solo i genovesi», insiste Bernabò Brea. Lui, il figlio ribelle del leader Gianfranco Fini. Lui, che di battaglie contro extracomunitari e zingari ne ha portate avanti talmente tante da potere scrivere un libro. «Se venissi rieletto - dice - sarebbe il quarto ciclo amministrativo. Iniziai molto tempo fa, nel lontano 1993 con la giunta Sansa e già allora venivo dalla rivolta di Albaro contro gli zingari di viale Gambaro». In tutti questi anni, il lupo ha perso il pelo ma non il vizio, e nella sala rossa il consigliere di An non ha mai fatto marcia indietro, neppure quando rischiò di essere letteralmente malmenato dai colleghi della maggioranza intervenuti in difesa dei giovani no global. «Era una seduta consigliare in cui si discuteva sui fatti del G8 e sulla targa in onore a Carlo Giuliani - racconta -. L'atmosfera era infuocata e quando un gruppo di ragazzi dei centri sociali mostrò una bandiera e uno striscione che ricordavano Giuliani come un eroe, io mi avvicinai a loro nel tentativo di strapparglieli. Mi si avventarono contro gli stessi no global e alcuni consiglieri della sinistra».
Questo è solo uno degli episodi che hanno visto protagonista il consigliere di An. «Se verrà malauguratamente eletto il sindaco di sinistra - aggiunge - continuerò a fare un'opposizione forte e un grande ostruzionismo». C'era anche lui lo scorso anno tra alcuni consiglieri di minoranza a fare le «ore piccole» nella sala rossa, nel tentativo di non fare approvare il bilancio alla giunta Pericu. E fu sempre lui uno dei consiglieri più agguerriti nella lotta contro la cementificazione, in particolar modo ad Albaro, dove vive. «È importante bloccare la cementificazione selvaggia che minaccia il levante genovese. . La norma del Puc che prevede il trasferimento dei volumi deve essere assolutamente eliminata. Così come deve essere spazzato via il senso d'insicurezza che hanno i cittadini quando camminano nella nostra città. Basti pensare che ogni giorno tra il centro e Castelletto si consumano un paio di rapine ai danni di anziani, di cittadini onesti che magari escono a fare la spesa e si trovano un coltello alla gola. Per questo motivo penso che sia una priorità assoluta investire nella sicurezza».