Guerra del calcio nel Golfo Paradiso

Doveva essere un gioco per ragazzi di quindici o sedici anni che tutta la settimana si allenano col pallone. Chi solo per fare dello sport e chi, invece, con un sogno da calciatore di serie A nel cassetto. Tutti, comunque, in attesa della domenica di campionato. Campionato giovanile, s'intende. Giovani Platini e Maradona pronti a scendere in campo. E invece: neanche il piacere di dare un calcio alla palla che si ritrovano per la seconda domenica consecutiva a rivestirsi negli spogliatoi. Ragazzi delusi e genitori imbestialiti per il fine settimana perso all'insegna di una partita di pallone del figlio che non viene neanche giocata: è la conseguenza della guerra del calcio che si è scatenata a Recco. Una battaglia esplosa in sordina in piena estate tra la società sportiva Golfo Paradiso e la Pro Recco calcio che è stata socio fondatore, insieme alla Camogli calcio, della stessa Golfo Paradiso. Scopo della Golfo Paradiso era quello di allenare i settori giovanili delle due cittadine rivierasche. Per sei anni l'appuntamento obbligato, per bambini e ragazzi di Recco e Camogli, è stato il campo da calcio di Recco, subito dopo il casello autostradale. Fino a quando, questa estate, la Pro Recco decide di costituire un proprio gruppo giovanile comunicando alla Camogli Calcio che nell'assemblea di luglio «si è deciso tra l'altro di sciogliere la società Golfo Paradiso».
«L'associazione può essere sciolta solo dai soci fondatori», e non semplicemente da uno dei soci, attacca il presidente della Golfo Paradiso, Bruno Scarone, citando lo statuto della società. La battaglia legale davanti alla federazione calcio prende il via, mentre monta sempre più lo sconcerto tra gli oltre 200 atleti della Golfo Paradiso e le loro famiglie. Iscriversi al settore giovanile della Pro Recco, che ha in convenzione il terreno da gioco, e abbandonare la vecchia società (e i vecchi allenatori) oppure iscriversi nuovamente alla Golfo paradiso che da sei anni allena allievi, giovanissimi, esordienti e pulcini ma che di colpo si ritrova senza campo da calcio? Una scelta apparentemente scontata. Se non fosse per il colpo di scena di mezza estate. Quando, cioè, il comune di Sori decide di entrare nella società Golfo Paradiso mettendo a disposizione il suo campo in erba. La corsa per l'accaparramento dei giocatori si fa sempre più frenetica all'avvicinarsi dell'inizio del campionato al quale si iscrivono regolarmente sia la Golfo Paradiso sia la Pro Recco che però alla prima partita che avrebbe dovuto giocarsi sul campo di Cicagna non si presenta. Magra consolazione per la squadra avversaria (Fontanabuona calcio) che ha dovuto aspettare 45 minuti in panchina prima di tornare agli spogliatoi sono i 3 punti vinti a tavolino. Replay domenica 21 quando è toccato alla Virtus Entella attendere per tre quarti d'ora proprio nel campo di Recco la padrona di casa (Pro Recco calcio, appunto) prima di tornare negli spogliatoi. Tanta delusione e altri 3 punti guadagnati. «Magra consolazione per un campionato che si giocherà, a quanto pare, fuori dal campo di calcio», è il coro univoco dei giovani giocatori.