Guerra al caro-libri I buoni del Comune distribuiti in classe

Testi gratis per 10mila alunni iscritti alla prima media Investiti tre milioni di euro

Un consiglio pratico alle famiglie: «Aspettate i primi giorni di scuola per acquistare i libri di testo ai vostri ragazzi». La raccomandazione dell’assessore comunale all’Infanzia, Mariolina Moioli, è diretta a chi ha un figlio iscritto alla prima media. A partire da quest’anno Palazzo Marino mette infatti a disposizione dei 10.100 alunni che cominciano la scuola secondaria un buono da 200 euro per l’acquisto dei libri, che saranno distribuiti in classe a settembre, senza che sia necessario presentare alcun tipo di documentazione. La novità è stata anticipata tra giugno e luglio con una lettera alle famiglie, firmata dalla Moioli e dal sindaco Letizia Moratti, in cui si precisa che «sostenere le famiglie nell’educazione dei figli significa investire per il bene di tutti». E poiché, sottolinea la Moioli - investita fino alla fine del mese dell’incarico di sindaco d’agosto - «andare alla scuola dell’obbligo è un diritto-dovere per tutti, la nostra scelta politica è stata quella di assegnare il buono senza distinzioni di reddito, lo stesso metodo che vale per le scuole primarie dove lo Stato assegna i libri gratis a tutti». L’obiettivo del Comune, che per il 2007/2008 ha investito nel progetto 2,9 milioni di euro, è di distribuire il buono anche ai ragazzi di seconda media il prossimo anno e a quelli di terza quello successivo. Il voucher potrà essere utilizzato solo presso le cartolibrerie e le cartolerie convenzionate con il Comune.
L’aiuto dell’amministrazione toglie peso alle polemiche sollevate da Altroconsumo: secondo l’associazione dei consumatori le famiglie milanesi «si trovano a sborsare anche 316 euro per la dotazione libraria di prima media, con una spesa media di 273 euro: un salasso imposto dalle scuole, anche se il ministro della Pubblica istruzione Fioroni ha indicato un tetto di spesa di 280 euro (108 euro per chi va in seconda e 124 per i ragazzi di terza, ndr)». «Purtroppo non vengo mai interpellata da Altroconsumo e non ho modo di presentare i dati reali - puntualizza la Moioli -, comunque i controlli sul rispetto del tetto di spesa non competono al Comune ma al ministero. L’idea di fare un buono libri da 200 euro deriva proprio dalle indicazioni dei cartolibrai, che indicano in quella cifra il costo dei libri che servono in prima media, quindi andiamo a coprire praticamente la spesa totale».
Il mese di settembre segna anche l’esordio del bonus bebè: cinquecento euro al mese per le mamme che scelgono di rimanere a casa dal lavoro fino al primo anno di vita del bambino, rinunciando così a chiedere un posto al nido. Tra i requisiti fondamentali: un reddito Isee inferiore ai 18mila euro e nella prima fase di sperimentazione erano ammesse (entro lo scorso 31 luglio) solo le domande delle mamme di bimbi nati dal primo gennaio 2007. «Ne abbiamo ricevute ben 176 - riferisce l’assessore Moioli -, ora la commissione stabilirà un ordine di priorità per la distribuzione del bonus». Ci tiene a precisare, però, che «i due terzi delle richieste sono arrivate da famiglie che non avevano comunque chiesto un posto al nido». Particolare che non fa traballare la certezza della Moioli: «Mi impegno ad azzerare la lista d’attesa per i nidi entro il 31 dicembre».