La guerra di carta che sta cambiando il mondo di Anna

C'erano tre regine, una bionda, una bruna e una castana. Franca Sozzani, biondissima direttrice di Vogue Italia è saldamente sulla sua poltrona dal 1988, lo scorso anno ha lanciato il sito Vogue.it che vanta un milione di utenti unici e grazie a questo traino le vendite della rivista cartacea sono aumentate del 27 per cento. Anna Wintour resta alla direzione di Vogue America con il suo eterno caschetto di capelli castani (c'è il legittimo sospetto che sia una parrucca perché non si scompiglia nemmeno in caso di tornado) e la fama ormai planetaria di catti-cattivissima dovuta al successo de Il diavolo veste Prada oltre che a una serie di atteggiamenti non propriamente gradevoli tipo boicottare le sfilate di Milano per lanciare quelle di New York. Invece Carine Roitfeld, la bruna regina di Vogue Paris è ufficialmente dimissionaria dallo scorso dicembre anche se ha firmato come direttore il numero di Marzo appena arrivato in edicola. Da due mesi non si parla d'altro nel mondo della moda anche perché la Roitfeld non è certo tipo da uscire di scena in silenzio. Prima di cedere scettro e corona a Emmanuelle Alt, un'altra bruna che per la cronaca ha fatto assumere lei nel lontano 2000, Carine ha dichiarato al New York Times: «Dirigo questo giornale da 10 anni, mi sa che è arrivato il momento di dedicarmi ad altro. Ho sempre avuto la libertà di fare quel che volevo e penso di aver fatto un ottimo lavoro. Ma proprio quando tutto è perfetto bisogna andarsene e cambiare aria». Tutti, a cominciare dal potente quotidiano americano, dicono che in realtà si tratta di un licenziamento in puro stile Condè Nast (cioè senza troppi complimenti) dovuto a una serie di scontri. «Prima di tutto - recita il NYT - ci sarebbe il presunto rapporto con Balenciaga a causa di un'indiscrezione che la Roitfeld avrebbe fatto a Max Mara, maison di cui sarebbe consulente». Poi qualche dubbio è arrivato sulla vittoria del designer turco Hakoon agli Andam Awards perché molti non si spiegano come abbia potuto uno stilista emergente ingaggiare top model strapagate come Maria Carla Boscono, Natalia Vodianova e Lara Stone oltre ad avere in prima fila due star quali Kate Moss e la stessa Carine. Ma il vero scandalo sarebbe scoppiato in seguito al numero di dicembre, interamente dedicato a Tom Ford dalla copertina che recita «Joyeux Noël monsieur Ford» in poi, con servizi fotografici discutibili perché al posto delle modelle ci sarebbero delle bambine vestite e truccate come adulte. Da qui a parlare di pedo pornografia ce ne corre, ma senza dubbio c'è un fondo di morbosità anche perché dopo le molte pagine in cui compaiono quelle che a tutti gli effetti sembrano le sorelle minori e più glamour della Lolita di Nabokov, arriva un servizio di otto pagine fotografato dallo stesso Ford in cui due anziani, belli e rugosi come altrettanti capi Sioux, si baciano e si accarezzano con inequivocabile passione. Inutile dire che nel mondo della moda ha fatto più scalpore l'idea di un intero numero dedicato a uno stilista che non fa investimenti pubblicitari, mentre non si citano nemmeno per sbaglio i prodotti dei marchi del potente gruppo Louis Vuitton Moet Hennessy che compra pagine e pagine di Vogue Paris. Sembra infatti molto probabile l'ipotesi di una telefonata da parte di Bernard Arnault, il «papa del lusso francese», padre e padrone del Gruppo Lvmh, a Jonathan Newhouse, presidente di Condè Nast International, la minaccia di togliere tutta la pubblicità per divergenze con la linea editoriale della rivista avrebbe fatto cadere la testa della Roitfeld come quella di Maria Antonietta.