LA GUERRA PER LA CASA

La platea è quella degli inquilini delle case popolari. Qualcuno si rivede nelle foto in mostra all’Urban center in Galleria: immagini che quasi stridono con il Salotto, ci sono gli anziani costretti a calare un cesto per raccogliere la spesa (l’ascensore è rotto), i tetti con l’amianto, le crepe nel balcone del piano di sopra che ogni mese si allargano e fanno più paura. Da una parte il degrado, dall’altra il rischio delle occupazioni abusive. «Continuiamo con gli sgomberi e con la lotta alla criminalità» assicura il sindaco Giuliano Pisapia arrivato a incontrare i residenti dei quartieri ieri mattina. La Regione due giorni fa ha denunciato un aumento del fenomeno, colpa di un passaparola sulla sanatoria che il Comune avrebbe innescato, non chiarendo in maniera rigorosa i criteri per cui chi occupa ma è in stato di necessità otterrà un affitto temporaneo di sei mesi, una specie di messa in prova. «La legge regionale è fatta per casi eccezionali, non per regolarizzare migliaia di abusivi» ha chiarito l’assessore lombardo alla Casa, Domenico Zambetti. E ieri Pisapia ha assicurato che «le occupazioni non sono aumentate, al tavolo sulla sicurezza in prefettura pochi giorni fa non ho avuto segnali di questo tipo. Non si registra neanche un aumento dei reati, piuttosto di micro-criminalità, piccoli furti nei supermercati da parte di chi è colpito dalla crisi e non arriva a fine mese, un fenomeno che stiamo monitorando». Ma sull’alloggio popolare a chi è in stato di necessità «ci atterremo alla legge regionale» ribadisce.
Si vedrà. Intanto anche la capogruppo del Pd, Carmela Rozza (nella foto) ieri ha avvertito che quel passaparola esiste eccome: «Nei caseggiati compaiono da qualche giorno dei manifesti che invitano gli occupanti abusivi a presentarsi presso il sindacato degli inquilini perché il Comune sta per avviare la sanatoria. Non è così e invitiamo a non diffondere false notizie». Ma gli inquilini di via Appennini riferiscono che i volantini sugli androni delle scale hanno alimentato le speranze degli occupanti irregolari, «si sono montati tutti la testa e hanno preso d’assalto lo sportello del Sicet c’è un via vai continuo - riferisce una residente del quartiere -, ma il sindacato non ha autorità per regolarizzare. Intanto, incassa i sessanta euro di iscrizione».
Gli inquilini si fanno firmare gli autografi dal sindaco, chi l’ha votato gli ricorda che adesso nei quartieri popolari si aspettano un bel piano di restyling. «So che si sono create tante attese, ma non ho la bacchetta magica» premette. Ma con la vendita i Sea e Serravalle Palazzo Marino conta di raggiungere la fine dell’anno centrando gli obiettivi del Patto di stabilità, «se riusciamo a “sfangarla” anche questa volta, evitando la crisi e incassando risorse importanti, riusciremo a dare segnali concreti alle periferie» garantisce. A chi gli riferisce di guasti e problemi di manutenzione fa presente che nel ufficio di gabinetto del sindaco ha creato «una task force per intervenire velocemente su segnalazione e fuori appalto, abbiamo già risolto 120 piccoli problemi». Pisapia cede ancora allo scaricabarile. Premette, «non voglio più polemizzare col passato, guardo al futuro» ma «la disorganizzazione della macchina comunale è disastrosa» da super-sindaco risponde «personalmente a circa 150 lettere e mail al giorno. Se qualcuna scappa, non è colpa mia». Finchè dura, è colpa della Moratti.