La guerra che i pm non vogliono fare

L’unica terza Camera, in questo Paese, è la camera di consiglio dei tribunali: è nelle stanze monocratiche dei magistrati che ogni legge vecchia o nuova viene nel caso accorciata o stiracchiata, annacquata o addirittura ignorata. Milioni di parole vorticano nelle discussioni parlamentari e governative, nelle commissioni, nei talkshow, nei giornali, nelle strade e nei bar: accade il fattaccio e ogni ipotesi legislativa viene al dunque sminuzzata e sezionata, emendata, modificata, si carica di mediazioni come una palla di neve che rotola lungo il pendio democratico: che infine, sfibrato, sforna finalmente una legge.
E però ce l’abbiamo fatta, pensiamo. Sbagliato. Perché è chi deve applicare la legge che sovente manca all’appello: alcuni magistrati con la loro personalissima giurisprudenza. Noi a scaldarci su norme e regolamenti, stadi e tornelli, vandali e teppisti, eversori e terroristi, ed emergenze, nuove leggi, sempre nuove leggi: mentre c’è chi rende inefficaci persino le vecchie. Esempi? Milioni. Mentre un giudice di Roma si spinge a riconoscere l'aggravante terroristica per due dei quattro arrestati di Roma, altrove c’è il caso dei 58 tifosi del Treviso che nell’aprile scorso salirono su un pullman scortato dalla Polizia: e che tuttavia gettarono petardi e lacrimogeni, sfotterono gli agenti con cori orrendi, danneggiarono delle auto che erano parcheggiate accanto a dei bambini che giocavano; il rapporto che ne seguì spinse un giudice a comminargli un cosiddetto Daspo, il divieto di assistere a partite per almeno un anno. L’avrete letto sul Giornale di ieri: il provvedimento è stato revocato giusto in questi giorni, tutti allo stadio come e più di prima.
Altro esempio: come raccontiamo all’interno, la Procura di Milano ha scarcerato una decina degli scimuniti interisti e milanisti che nel weekend avevano messo a ferro e fuoco la città: una celerità oltretutto mirabile e sconosciuta ai tanti inquisiti lontani dai riflettori. Non manca la comica: uno degli ultrà è stato scarcerato applicando un codice penale non aggiornato, il magistrato ossia non ha applicato la normativa che dal febbraio scorso consentiva la detenzione. Ultimo caso: circa un anno fa i carabinieri consegnarono alla Procura di Milano un rapporto che metteva a fuoco i rapporti tra alcuni gruppi neofascisti (Ambrosiana skin) e alcuni tifosi dell’Inter più altri della squadra milanese di hockey Vipers; alcuni, tra questi magnifici personaggi, sono stati identificati tra coloro che domenica a Milano hanno giocato alla guerra civile: gli strumenti per prevenire e neutralizzare questi bravi ragazzi in pratica hanno dormito per un anno. E noi qui: indignazione, determinazione, guerre dove uno Stato si arma e dove lo stesso Stato, al dunque, ne bagna le polveri.