È guerra di cifre sulla riduzione del debito comunale grazie al governo

Michela Giachetta

Il debito del Comune, che serve in gran parte a finanziare investimenti infrastrutturali, alla fine dell’anno sarà ridotto di quasi 700 milioni di euro. Anche grazie a una legge varata dal Governo Berlusconi. Il debito scenderà dai 7,292 miliardi, previsti nel Bilancio approvato a dicembre, a 6,6 miliardi.
«La maggior parte degli investimenti - sottolinea Veltroni - non è stata finanziata con il debito, ma attraverso l’alienazione di immobili del Comune (500 milioni), gli oneri di concessione (500 milioni) e le risorse provenienti dalla gestione di Bilancio (800 milioni)». Il sindaco non nomina il Governo Berlusconi, che pure ha avuto un ruolo importante nella diminuzione del debito del Comune. Lo sottolinea l’assessore al Bilancio, Marco Causi: «Una norma della Finanziaria 2005 consente di introdurre lo strumento delle linee di credito per i nuovi investimenti e di rifinanziare i mutui già accesi».
La vecchia legge prevedeva di sborsare immediatamente l’intera cifra necessaria alla costruzione dell’infrastruttura prevista. Con la norma approvata dalla Finanziaria 2005, invece, sarà possibile attingere a quello che Causi definisce «un pozzetto», in modo da investire il denaro in momenti diversi. Il piano degli investimenti viene così rimodulato per consentire il finanziamento con il nuovo strumento delle linee di credito. In questo modo la creazione del debito coinciderà pienamente con le effettive esigenze di cassa, che l’attuazione dei progetti presenterà nel corso del tempo. L’altra parte del debito sarà risparmiata attraverso l’introduzione di un sistematico monitoraggio finanziario che permette di riutilizzare per nuovi progetti le somme risparmiate sulle opere in corso di esecuzione. Il sindaco sottolinea anche che «il debito è stato ridotto senza incrementare tariffe fondamentali, quali quelle del trasporto pubblico, asili nido, Ici». Biglietto di autobus e metro, a parte. Quello che non sottolinea Veltroni lo puntualizza il candidato sindaco di An Gianni Alemanno: «Negli ultimi 5 anni infatti l’incremento del debito si è sviluppato ad un ritmo di circa 400 milioni di euro all’anno, con una progressione continua. Dai sei miliardi di euro di debito del 2000 si è così passati ai circa otto miliardi di euro previsti per fine 2006, secondo le stime contenute nella previsionale di Bilancio comunale». «Inoltre - continua Alemanno - secondo quanto certificato dal Collegio dei revisori dei conti del Campidoglio nel Bilancio previsionale 2005-2007, l’indebitamento pro-capite di ogni romano è cresciuto dai 2.329 euro del 2002, ai 2.745 del 2005: ogni cittadino quindi, per merito di questa amministrazione, ha debiti per più di cinque milioni di vecchie lire». «Queste cifre pro-capite aumenterebbero poi - conclude il candidato sindaco di An - se il Comune considerasse il calo demografico registratosi negli ultimi anni».