Guerra civile in Regione per i soldi sulla Resistenza

(...) opuscoli di ogni genere (o meglio solo del genere in linea con la storiografia ufficiale della Resistenza), che vengono realizzati e stampati per giustificare il contributo offerto dalla presidenza del consiglio regionale e dal «Comitato per il 60^ anniversario della lotta di liberazione nazionale» ai beneficiari delle migliaia di euro distribuiti a pioggia. Il programma completo degli eventi è stato presentato ieri dal presidente di via Fieschi, Mino Ronzitti, che ha messo in particolare l’accento sul fatto che è stato possibile soddisfare l’80 per cento delle richieste pervenute. È proprio quello che Gianni Plinio, capogruppo di Alleanza nazionale, non avrebbe voluto sentir dire. «È assai sconcertante che un ente come la Regione, con i tempi difficili che corrono per le amministrazioni, impegni ben 400mila euro a favore dei più disparati enti, associazioni e soggetti - tuona il censore di An -. In realtà questi sono soldi distribuiti per accontentare un po’ tutti i gruppi vicini. Sono veri e propri finanziamenti fatti con denaro pubblico».
L’obiezione è inevitabile. Perché l’idea di celebrare degnamente il 60^ anniversario della liberazione era venuta alla precedente giunta di centro destra, della quale Plinio era vicepresidente. E che, dopo aver fatto una legge apposita, aveva già stanziato, in due tranche, 250mila euro. «Appunto - ribatte il capogruppo di An -. Erano già state previste cifre molto consistenti, non c’era bisogno adesso, a ottobre, sei mesi dopo il 25 aprile, di stanziare altri 150mila euro. E comunque la precisazione è utile: mi auguro che questa paradossale spesa faccia capire anche a quanti avevano votato a favore delle celebrazioni come si debba stare attenti nel distribuire soldi pubblici. Tornando indietro forse ci sarebbe chi oggi non ripeterebbe l’errore». La polemica è aspra, anche perché Ronzitti, da parte sua, fa notare come gli ultimi 150mila euro fossero uno stanziamento «dovuto», già previsto unitamente alle altre due rate. «Queste iniziative sono fatte non per dividere, come sostiene Plinio, ma proprio per unire - replica il presidente diessino del consiglio regionale -. E proprio il voto trasversale di tutti i consiglieri della passata legislatura ci confortava in questo senso».
L’osservazione su Pansa, tenuto fuori dalle celebrazioni, però resta. Anche perché Plinio fa notare come nel nuovo libro dello scrittore «al di sopra di ogni sospetto» ci sono molti riferimenti a stragi firmate dai partigiani e a episodi tristi della resistenza rossa come i delitti di Masone, il massacro di Cadibona, l’eccidio di Cravasco e la strage della colonia di Rovegno. «Il comitato si è limitato a valutare le proposte ricevute - replica Ronzitti -. Se ci fossero arrivate iniziative su Pansa o la presentazione di un libro di Giordano Bruno Guerri, le avremmo prese volentieri in considerazione. Anzi, siccome l’obiettivo è quello di far rifinanziare anche per il prossimo anno questa iniziativa, invito fin d’ora Plinio a segnalare le sue proposte». Una sfida nella sfida. Parlare al capogruppo di An di altri soldi pubblici da investire in celebrazioni partigiane è come schiaffeggiarlo pubblicamente. «Anche perché so come funziona - assicura Plinio -. È il trucchetto che hanno già adottato come scusa per ottenere tanti appoggi a questa iniziativa: mi concedono un piccolo spazio per parlare di un episodio, ma intanto trovano tutti i soldi che servono alla loro parte e alle associazioni a loro vicine». E resta sempre il problema dei tagli al bilancio. Che si scontra con euro 400mila dati per manifesti, cartelli, convegni.