Guerra dei cieli Cai atterra Linate: «Due aeroporti ci costano troppo»

Scontro fra il Pirellone e la nuova Alitalia. Sabelli: "Al Forlanini solo i voli per Roma, due aeroporti sono troppi, perdiamo 150 milioni". La Regione: "Allora chiudiamolo del tutto"

È ancora scontro sul futuro degli aeroporti milanesi. «Avere Linate e Malpensa insieme costa alla compagnia una perdita di 140-150 milioni l’anno» la tesi degli imprenditori della nuova Alitalia, che hanno portato in Parlamento la discussione sulla chiusura dell’aeroporto milanese, ritenuta indispensabile per il decollo di Malpensa. «Non è possibile avere un hub a Malpensa se Linate continua a essere un aeroporto internazionale» sostiene l’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli durante un’audizione in Senato. L’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, contesta i dati e rilancia, sia pure «in modo provocatorio», proponendo piuttosto la chiusura di Linate: «Limitare Linate alla navetta Milano Roma, come propone Cai, significa spalmare i costi fissi di dieci milioni di passeggeri soltanto su due milioni di passeggeri. Chiuderlo significa invece per la Sea risparmiare 60 milioni di euro». Il problema, secondo Cattaneo, è che «Cai non vuole la chiusura di Linate ma la sua limitazione al Linate-Roma, così da mantenere il privilegio del monopolio, evitando altri operatori. In cambio di questo Cai offre di riportare a Malpensa meno dei due terzi dei voli che c’erano prima. Mi sembra un affare che solo un sprovveduto può accettare». Cattaneo replica alle cifre proposte da Sabelli: «Questo è un bluff che pagheranno gli azionisti». Sarà anche vero che il doppio feederaggio costa 140 o 150 milioni in più ma i conti di Alitalia nel 2008 hanno dimostrato che è altrettanto vero che andarsene da Malpensa è costato ad Alitalia quattro volte tanto in termini di minori ricavi. Si tratta di seicento milioni di euro in meno, che sono i ricavi di quei passeggeri che prima prendevano voli Alitalia da Malpensa e adesso prendono voli di altre compagnie da Malpensa». Le parole di Sabelli sono definite «inaccettabili» dalla Lega. «Dichiarazioni sconcertanti contro il Nord» commenta il capogruppo lumbard in consiglio provinciale, Fabio Meroni. Critico anche il presidente della Provincia, Filippo Penati: «Basta porre diktat. Lo scalo di Linate non si tocca». Linate attualmente serve ventitré destinazioni e nel 2008 ha registrato un traffico di nove milioni duecentosessantaseimila passeggeri, in calo del 6,7 per cento rispetto al 2007. E in assenza di un drastico ridimensionamento, gli imprenditori dell’Alitalia sostengono che il migliore hub sia Fiumicino: «Linate è un problema irrisolto da dieci anni, di cui si è parlato molto ma per cui si è fatto poco. Non è possibile per nessun vettore al mondo avere un hub a Malpensa se Linate continua ad essere un aeroporto internazionale». Il Forlanini, secondo Sabelli, agevola il ricorso ad altri hub esteri ma soprattutto costringe la compagnia a raddoppiare i voli, facendoli partire sia da Linate che da Malpensa. L’ad va oltre, elencando tutte le difficoltà dello scalo varesino: «A Malpensa servirebbero più collegamenti, perché è poco raggiungibile, e più movimenti perché gli attuali 70 sono un po’ pochi. Senza queste condizioni non c’è hub a Malpensa ma a Fiumicino». Secondo Alitalia, non è possibile fare in Italia un hub delle dimensioni di Parigi, Londra, Francoforte e Amsterdam, cioè scali da cui partono flotte di oltre cento aeromobili verso decine di destinazioni intercontinentali. In ogni caso, secondo l’ad di Alitalia, come base italiana Malpensa sarebbe preferibile a Fiumicino, per la consistente clientela business e la maggiore richiesta di voli intercontinentali. In quest’ambito Fiumicino è penalizzato perché la gran parte delle rotte (che passano a Nord del pianeta) divengono meno convenienti a causa dei 600 chilometri in più da percorrere.